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Mussomeli, l’analisi del voto: Nigrelli trait d’union, l’effetto traino di Catania, il boom delle donne e l’incognita del voto disgiunto

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MUSSOMELI – Bisognava non solo vincere, ma convincere con un’affermazione netta. L’avvocato Gianluca Nigrelli lo ha fatto, dimostrando sul campo di meritare la pesante eredità politica del predecessore, Giuseppe Catania, e riuscendo persino a incrementarne il pacchetto di voti. Il neo primo cittadino, sempre sorridente ma determinato e caparbio, è riuscito nel compito, tutt’altro che semplice, di tenere il gruppo coeso, smussando angoli e disinnescando sul nascere gelosie e conflitti. Nigrelli si presenta oggi come uomo di sintesi e catalizzatore di preferenze, rispettoso di alleati e avversari. Di grande spessore umano la scelta di posticipare i festeggiamenti in segno di rispetto per il grave lutto che ha colpito la sua sfidante: un segnale chiaro che Mussomeli è un’unica grande comunità prima ancora di essere una platea di fazioni contrapposte. Alla dottoressa Daniela Noto Castagnino non possono essere imputate le colpe della mancata affermazione; le ragioni vanno cercate altrove. Il fenomeno del voto disgiunto è stato il primo campanello d’allarme, segno che forse non si è lavorato all’unisono, e la conferma è arrivata da una lista le cui velleità pre-voto sono state drasticamente ridimensionate dalle urne. La radiologa ci ha messo la faccia, il cuore e la determinazione, impegnandosi in un periodo oggettivamente difficile per problemi familiari e accettando una sfida che in pochi avrebbero raccolto. La tragica scomparsa del padre è stata l’unica vera perdita della sua campagna elettorale; per il resto, la comunità non può che riconoscerle l’onore delle armi. Balza prepotentemente agli occhi il trionfo di Giuseppe Catania, sindaco uscente e oggi consigliere più eletto di sempre nella storia di Mussomeli, forte di ben 1.525 voti di preferenza. Era un banco di prova cruciale in vista delle prossime elezioni regionali, e Catania ha dimostrato che undici anni di amministrazione non solo non hanno scalfito il suo consenso, ma lo hanno potenziato. Il suo segreto è stato una politica comunicativa “a chilometro zero”, a stretto contatto con il territorio e i cittadini, amplificata magistralmente via social e attraverso note stampa: ha fatto e ha saputo far sapere, e ora la rotta è tracciata: direzione Sala d’Ercole. Nella lista “Mussomeli in Comune” (Nigrelli Sindaco) gli elettori promuovono a pieni voti gli assessori uscenti e l’ala femminile della coalizione: Iosella Schifano fa incetta di preferenze con 835 voti, confermandosi colonna portante del consiglio, mentre si distinguono anche gli assessori uscenti  Jessica Valenza con 685 preferenze e Seby Lo Conte con 592. Sempre sul fronte femminile, due volti nuovi della politica superano la barriera dei 500 voti: si tratta della venticinquenne Myriam Mingoia (581 voti) e di Enza Sorce (504 voti). Grazie al meccanismo delle surroghe, attraverso le dimissioni di chi entrerà in giunta e degli assessori designati, quasi tutti i candidati della lista troveranno spazio nel civico consesso o nell’esecutivo. Nella lista d’opposizione “Insieme si può” cllegata alla camdidata Daniela Noto, invece, Lorena Pennica va in volata solitaria staccando tutti con 539 voti, seguita dalla psicologa Angela Renda (504 voti) e dall’ex assessore Gaetano La Piana, che conquista il terzo gradino del podio con 388 preferenze. Sullo sfondo restano comunque alcune incognite politiche: un centrosinistra che, di fatto, non ha partecipato alla sfida elettorale, e il movimento di La Vardera, rappresentato dal consigliere Enzo Munì, che è rimasto alla finestra senza esprimere direttamente alcun candidato.

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