Mussomeli – Tre anni e tre mesi di reclusione. È la pena inflitta al ventinovenne mussomelese per atti persecutori, lesioni personali, minaccia e violenza privata. Una sfilza di episodi accaduti a Mussomeli tra settembre 2018 e febbraio 2019. Mentre insieme a un altro imputato, il trentacinquenne Giorgio Coffaro, è stato assolto per sequestro di persona.
Messina – assistito dall’avvocato Piero Sorce – era accusato di aver perseguitato due giovani e di averli poi picchiati. Avrebbe anche minacciato tre minorenni , testimoni di un’aggressione, per convincerli a non raccontare nulla. Tra i capi d’imputazione contestati, c’erano anche il porto di una noccoliera e un paio di episodi di violenza privata.
La spedizione punitiva ai danni di un trentenne, fidanzato della ex ragazza del giovane è risalente al 23 ottobre 2018. Per questo pestaggio, sotto accusa v’era anche il trentacinquenne Coffaro – difeso dagli avvocati Ramona e Giuseppe Dacquì – tirati in ballo, in questo caso, per sequestro di persona, lesioni personali e violenza privata.
Ma il giudice Giuseppina Chianetta ha assolto entrambi dal sequestro di persona, perché il fatto non sussiste. Coffaro è uscito indenne anche dall’ipotesi di violenza privata, per non aver commesso il fatto. È stato condannato a dieci mesi di reclusione per lesioni, ma con l’esclusione dell’aggravante della premeditazione.
Di contro, le richieste del pubblico ministero Chiara Benfante erano state di otto anni di carcere per Messina e quattro per Coffaro.
Era il pomeriggio del 23 ottobre di sei anni fa quando in tre – con i due attuali imputati v’era anche un minorenne – con un pretesto hanno agganciato la vittima. Lo hanno raggiunto a lavoro e, sequestrandolo – secondo l’impianto accusatorio – avrebbero raggiunto una zona di campagna alle porte dell’abitato mussomelese.
Lì si sarebbero fermati e mentre in due lo avrebbero bloccato, l’altro avrebbe picchiato il malcapitato con una gragnuola di calci e pugni. Fino a quando l’aggredito è riuscito a divincolarsi ed a fuggire. Ma per mettersi in salvo ha dovuto scavalcare il guardrail ai bordi della strada per scappare tra i campi.































