Marianopoli – Due musei in un piccolo centro, nel cuore della Sicilia , con meno di duemila abitanti. LI ospita Marianopoli dove l’archeologia dei Sicani e la memoria contadina convivono sotto lo stesso tetto, quello del palazzo della Cultura Sikania.
Un primato che ora s’è rivelato leva di sviluppo. Il Palazzo è entrato nella Rete Musei di Anci Sicilia, con l’obiettivo di inserire stabilmente il paese nei circuiti del turismo culturale e archeologico dell’Isola. Sì, perché a dominare la facciata, tra l’altro, c’è il grande murales della “Dama di Mitystraton”, opera dell’artista Giulio Rosk che riprende il profilo di un’anfora custodita all’interno. Un manifesto visivo di un borgo che ha fatto della storia la propria bandiera.
Al primo piano c’è il Museo Archeologico Regionale, intitolato ai fratelli Francesco e Ludovico Landolina Paternò di Rigilifi. Nobili e pionieri della numismatica siciliana dell’Ottocento, furono tra i primi a intuire l’importanza archeologica dell’area, ipotizzando la presenza dell’antica zecca di Mitystraton.
La collezione va dal quinto millennio avanti Cristo, all’età ellenistica, secondo secolo avanti Cristo. I reperti, venuti alla luce tra il 1977 e il 1984 negli scavi della soprintendenza di Agrigento, provengono da due arre vicine. La prima, Monte Castellazzo con i villaggi del neolitico e dell’età del rame, poi centro indigeno fortemente influenzato dalla cultura greca. E, ancora, montagna di Balate, Valle Oscura, insediamento fortificato d’età arcaica che ha restituito krateriskoi e oinochoai, vasi e brocche decorati secondo lo stile indigeno ma modellati sulle forme greche.
L’altra anima del palazzo è la sezione etnoantropologica, intitolata a padre don Salvatore Benvenga. Attrezzi da lavoro, carretti, macchine agricole e vita quotidiana nei campi raccontano i sacrifici che per secoli hanno segnato l’economia dell’entroterra nisseno, un tempo ricco anche di miniere di zolfo e sale.
Per il sindaco Salvatore Noto l’ingresso nella Rete dei Musei di Anci Sicilia è «un atto di visione politica e culturale profonda… una doppia e preziosa anima identitaria» e vede nella cultura «la leva di sviluppo più potente e autentica». Poi il nodo dell’isolamento. «Fare rete tramite l’autorevole regia di Anci Sicilia – ha spiegato – permette di superare il limite geografico che penalizza i comuni interni, con percorsi turistici e didattici integrati con il resto dell’Isola… Marianopoli c’è, con la sua storia, i suoi musei e la sua determinazione nel voler essere protagonista attiva di questa rinascita culturale collettiva», ha concluso Noto.































