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Scuola, allarme della deputata Chinnici: «Aule bollenti per il caldo… Basta emergenza e serve un tavolo con regione e sindacati»

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Caltanissetta – Aule bollenti che superano i 36 gradi mentre il nuovo anno scolastico è alle porte. Proprio in coincidenza con l’ennesima ondata di calore. È l’allarme lanciato dalla vicepresidente della commissione Cultura all’Ars, Valentina Chinnici, che ha chiesto al presidente della Regione, Renato Schifani e all’assessore all’Istruzione, Mimmo Turano, di istituire un tavolo di confronto tra ufficio scolastico regionale, assessorato, anci sicilia e sindacati.

«I dati sono sotto gli occhi di tutti, perché solo una minima parte degli istituti scolastici siciliani è dotata di sistemi di climatizzazione adeguati – ha spiegato la deputa del Pd – e la percentuale di scuole attrezzate, come emerge dai recenti monitoraggi, è drammaticamente bassa… Stiamo parlando di ambienti spesso con temperature che superano i 36 gradi, dove i nostri ragazzi e il personale docente sono costretti a rimanere per ore in condizioni di affollamento, con grave rischio per la salute e per la qualità della didattica».

Per la deputata dem il problema non può più essere affrontato con misure tampone o rinvii dell’ultimo minuto, ma richiede una programmazione strutturale. «Non possiamo più rincorrere l’emergenza anno dopo anno – ha aggiunto perché il cambiamento climatico rende questi episodi sempre più frequenti e le ondate di calore non si esauriscono certo con settembre… Serve un piano organico per la climatizzazione degli edifici scolastici, che parta da un censimento puntuale delle criticità e arrivi a definire interventi concreti di efficientamento energetico e adeguamento strutturale».

Chinnici ha sottolineato come la gestione degli edifici scolastici è di competenza degli enti locali, «ma la Regione deve assumersi il compito di coordinare risorse e strategie… Per questo – è andata avanti – chiedo che venga istituito al più presto un tavolo istituzionale e sindacale. Serve un confronto serio tra l’assessorato, che ha le deleghe sul settore, l’ufficio scolastico regionale, i comuni rappresentati da anci e i sindacati di categoria. Dobbiamo condividere una mappa degli interventi urgenti, individuare le fonti di finanziamento disponibili – dai fondi europei a quelli nazionali per l’edilizia scolastica – e stabilire una tempistica certa. È l’unico modo per garantire il diritto allo studio in condizioni di sicurezza e dignità», ha concluso Valentina Chinnici.

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