Gela – Non ci ha pensato su un istante e s’è tuffato in mare per salvare un anziano. Il piccolo eroe è un quindicenne gelese, Pietro Piccolotto, che il comandante della capitaneria di porto di Gela, il capitano di fregata Curci, ha incontrato.
Il ragazzo, lo scorso 21 luglio, al porto rifugio , si è gettato in mare per soccorrere un anziano rimasto intrappolato nella propria auto, finita nello specchio d’acqua del porto.
Una tragedia sfiorata e scongiurata solo grazie al coraggio del ragazzo. Sì, perché l’auto, dopo essere caduta in acqua, aveva iniziato ad affondare con il guidatore ancora intrappolato nell’abitacolo. Pietro, che si trovava a passare da lì, non ha esitato. Si è tuffato, ha raggiunto il mezzo, aprendo la portiera e trascinando in salvo l’anziano prima che l’utilitaria fosse completamente inghiottita dal mare.
Durante l’incontro con il Comandante, il giovane Pietro, comprensibilmente emozionato, ha ripercorso quei drammatici istanti del salvataggio, raccontando la paura vissuta in quei momenti concitati. Paura che, però, non lo ha fermato.
Il comandante Curci, nel sottolineare il valore del gesto del ragazzo, lo ha indicato come «un esempio concreto di coraggio, altruismo e senso civico… ancora più significativo perché arrivato da un ragazzo di appena 15 anni».
Al termine dell’incontro è stato donato al quindicenne il crest della capitaneria di porto di Gela, simbolo dell’istituzione e del legame con chi, con le proprie azioni, contribuisce alla tutela della vita in mare.





























