Riesi – Spaccio sì, associazione no. Queste le decisioni del gip di Caltanissetta, Lorena Santacroce, in relazione all’inchiesta su un traffico di droga a Riesi ribattezzata “Prisma bis”. In particolare, cocaina, marijuana e hashish. E sono undici le misure per singoli episodi di spaccio, ma escludendo l’esistenza di una organizzazione. La Dda aveva contestato il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti a sette indagati.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti un ventiduenne sarebbe stato l’ideatore e un ventinovenne avrebbe tirato le fila.
La Procura aveva chiesto il carcere per sette indagati. Il giudice ha disposto, invece, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per cinque indagati – assistiti dagli avvocati Giovanni Sanfilippo e Stefano Masimino – di Riesi, Gela e Catania
Obbligo di dimora, con divieto di uscire di casa dalle 20 alle 7 per un trentenne, un ventitrenne di Riesi e due catanesi – uno ventiseienne e l’altro trentatreenne – e a una ventinovenne di Gela è stato imposto l’obbligo di firma. Il gip ha respinto le richieste per altri tre indagati. Sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Dacquì e Ramona Dacquì, Giovanni Claudio Maggio, Joseph Carlo Donegani, Giacomo Conti e Marco Tringali.
Per il giudice, anche gli oltre cento contatti telefonici tra alcuni di loro, non basterebbero a provare l’esistenza di una rete organizzata di trafficati di droga. Ma lo spaccio sì. E secondo il giudice sarebbe stato gestito in modo «professionale e stabile», con rifornimenti di droga a Canicattì e Catania, pagamenti con ricariche Postepay e comunicazioni assai prudenti. Un riesino di 23 anni, l’8 gennaio scorso, è stato fermato al ritorno da Catania con tre involucri da mezzo etto di cocaina. In casa aveva altri 100 grammi di hashish e quattro bilancini di precisione.
Uno di loro risponde anche di tentata estorsione, perché nell’ottobre dello scorso anno, a Riesi, avrebbe minacciato di morte un altro giovane riesino per farsi consegnare l’Alfa Romeo Giulietta per pagare un debito di droga di mille euro.
L’inchiesta ha preso le mosse tra aprile e luglio del 2023 con i carabinieri di Riesi ch hanno concentrato l’attenzione su alcuni spacciatori e assuntori.
Poi, uno degli episodi chiave, era il 10 settembre 2025, il ferimento di un giovane riesino in un agguato armato in casa. Per quella sparatoria sono poi scattati cinque arresti tra Gela, Mazzarino e Riesi. E sono ancora sotto processo.
Due tra gli indagati hanno ammesso durante gli interrogatori preventivi, altri in parte, ma escludendo ogni associazione. Il giudice ha dichiarato l’incompetenza territoriale per i fatti commessi a Gela e Catania. Gli atti sono tornati alla procura, per andare a nuovo giudice.































