Caltanissetta – Trenta terreni e due unità immobiliari per un valore di 200 mila euro che fanno capo a esponenti di primo piano della stidda mazzarinese. Li hanno sequestrati i finanzieri del comando provinciale di Caltanissetta, su decreto della sezione misure di prevenzione del tribunale. È il secondo provvedimento a carico dello stesso nucleo familiare, marito, moglie, figli e genero. Il primo per un valore di un milione di euro era già scattato sei mesi fa. Allora erano stati apposti i “sigilli” a due immobili, 59 terreni, 13 mezzi e macchine agricole, oltre a disponibilità finanziarie
Due di loro sono stati già condannati con sentenza definitiva per associazione mafiosa. Uno, il marito, è il reggente della stidda. L’altro con un ruolo nodale. Il loro ruolo è emerso dall’operazione “Chimera” dei carabinieri. Blitz che nel settembre di cinque anni fa ha fatto scattare una cinquantina di arresti e altre misure interdittive, smantellando il clan Sanfilippo di Mazzarino, con ramificazioni in tutta Italia, in particolare nel Milanese. Sull’onda di questa inchiesta, la direzione distrettuale antimafia ha dato l’input all’indagine patrimoniale, affidata ai finanzieri.
E dagli ultimi accertamenti sono emersi altri beni, il cui valore, per le fiamme gialle, sarebbe sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Patrimonio in odor di mafia, secondo dda e finanza, con la stidda dalla forte capacità d’infiltrarsi nel tessuto economico e sociale.
Il decreto di sequestro è stato emesso anticipatamente. Il prossimo passaggio sarà il contraddittorio perché il tribunale dovrà appurare se i beni potranno essere confiscati in via definitiva.































