Sommatino – Dalle estorsioni in contanti ai piccoli commercianti ambulanti fino alla manipolazione dei grandi appalti pubblici. Questo e altro, per carabinieri e procura di Caltanissetta, vi sarebbe stato nel sistema al Comune di Sommatino, al centro del blitz ribattezzato «Scacco».
Questo lo spaccato tracciata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caltanissetta che, alle prime luci dell’alba, hanno fatto scattare l’operazione anticorruzione denominata in codice “Scacco”.
Il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, su richiesta della procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di ex sindaco e amministratori , funzionari comunali e imprenditori, indagati a vario titolo per concussione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilità.
Ai domiciliari sono finiti il sindaco dimissionario di Sommatino, Salvatore Letizia, e l’imprenditore Diego Caramazza, originario di Favara. A carico di Letizia è stato disposto anche un sequestro preventivo di 15mila euro, equivalente alla presunta tangente intascata.
Poi il gip ha emesso sanzioni interdittive per 12 mesi. Misure a carico di Calogero Vendra con il divieto di esercitare la professione di architetto e divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.
Poi per Luigi Pulci con il divieto di esercitare attività d’impresa nel settore edile, di ricoprire uffici direttivi societari e divieto di contrattare con la pubblica amminiustratzione.
E, infine, a carico di Lorenzo Pulci con il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.
L’indagine affonda le radici in un avvertimento messo a segno la notte del 9 maggio 2024, quando sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco contro l’auto del sindaco Letizia. Un atto intimidatorio che ha spinto i militari a scavare a fondo. Intercettazioni audio e video, pedinamenti e testimonianze – tutti elementi raccolti tra luglio 2024 e ottobre 2025 – hanno squarciato i veli su una presunta gestione amministrativa pubblica che avrebbe guardato, però, a interessi privati.
È in più direzioni che hanno poi guardato le indagini dei carabinieri. A cominciare dal cosiddetto “racket” della Sagra dell’Agricoltura.
Il primo filone d’indagine è legato, infatti, alla terza edizione della manifestazione del novembre 2024. Secondo gli inquirenti, il sindaco Letizia, insieme alla vice sindaca Castellano e all’assessore al Turismo , Rumeo, si sarebbero presentati tra gli stand della manifestazione, chiedendo ai commercianti somme in contanti tra i 40 e i 150 euro al giorno per avere l’allaccio alla corrente elettrica e poter lavorare. In caso di rifiuto, sarebbe scattata la minaccia del distacco della luce o di future ritorsioni. In un caso, i titolari di un ristorante locale sarebbero stati costretti a offrire pranzi e cene gratis ai familiari degli amministratori per sanare il “pizzo”. Un giro velutato nell’ordine di 11mila euro.
Per Castellano e Rumeo, pur a fronte di gravi indizi, il Gip non ha applicato misure cautelari a seguito delle loro dimissioni dalle cariche.
L’altro aspetto fa riferimento all’Ufficio tecnico, con presunte mazzette e regali di lusso. La figura centrale, in questo caso è ritenuta quella di Roberto Alotta, allora responsabile dell’area tecnica del comune, ora raggiunto dalla misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per 12 mesi. Alotta è accusato di diversi episodi corruttivi.
In particolare per quanto riguarda il costone roccioso di Contrada Sant’Anna, il funzionario avrebbe tentato farsi versare da un imprenditore edile una maxi-tangente da 50 mila euro per un appalto da oltre 981 mila euro. Richiesta che sarebbe stata rifiutata dal costruttore, ritenendola esagerata.
L’altro appalto riguarda l’asilo nido. Lo stesso tecnico avrebbe intascato una mazzetta da 5 mila euro per favorire l’affidamento diretto dei lavori – valore di oltre 757 mila euro – a una ditta intestata alla moglie dello stesso imprenditore sommatinese.
E, poi, i sospetti favori privati. Perché nel 2024, Alotta avrebbe inoltre ricevuto un computer, uno smartphone di ultima generazione da 1.800 euro e almeno 4.500 euro in contanti per sbrigare ordinarie pratiche d’ufficio.
Un ultimo passaggio è quello che è stato ritenuto il trucco del frazionamento per Villa Garibaldi, così da aggirare il codice dei contratti. IN questo caso, nel mirino della procura è finito l’appalto per il rifacimento dei muretti e della recinzione di “Villa Garibaldi”. Per sfuggire al “codice dei contratti” ed evitare le gare europee, il sindaco Letizia, il funzionario Alotta e il progettista Calogero Vendra avrebbero spacchettato l’opera in due lotti distinti sotto la soglia dei 150 mila euro, così da procedere all’affidamento diretto e fiduciario alla ditta dell’agrigentino Diego Caramazza. Un’operazione che sarebbe passata per una tangente da 45 mila euro complessivi, spartita in quote uguali da 15 mila euro ciascuno tra i tre indagati. Successivamente, una variante in corso d’opera ha fatto lievitare i costi di altre 30 mila euro.




























