Marianopoli – Prima il licenziamento, poi l’incendio. Vendicativo al punto da dare fuoco alla propria stanza, dentro una casa di riposo piena di anziani.
A vestire i panni del piromane, perché accecato dall’astio dopo il benservito, è stato il quarantaquattrenne di Marianopoli, Duca Cataldo Ivan (difeso dall’avvocato Massimiliano Bellini), arrestato dai carabinieri con l’accusa di incendio doloso. Ma dopo la convalida il gip Marco Malerba, come chiesto dalla difesa, ha riqualificato in danneggiamento e ha disposto la scarcerazione dell’indagato. Mentre il pubblico ministero Francesca Rombolà aveva chiesto al gip la convalida dell’arresto e l’applicazione della custodia cautelare in carcere
Lui, operatore socio-sanitario con contratto a termine tramite un’agenzia interinale, lavorava nella Rsa «Gruppo Zaffiro» di Genova. Sì, perché proprio all’interno di quella struttura, dopo un litigio con una collega e che gli era costatato il licenziamento, si sarebbe consumata la sua vendetta. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Duca avrebbe cosparso di alcol due materassi della propria camera, messa a disposizione dalla stessa società per cui lavorava, appiccando le fiamme con un accendino.
A inchiodarlo sarebbe stata la testimonianza diretta di un collega, un infermiere che avrebbe assistito all’intera scena. Sì, perché Duca lo avrebbe prima avvertito delle sue intenzioni e poi, nonostante l’altro avesse tentato di dissuaderlo, lui ha dato fuoco. Il rogo è stato poi spento con un estintore prima che si propagasse al resto della struttura, piena di anziani ospiti.
A quel punto si sarebbe allontanato in gran fretta, con tanto di bagaglio. Ma è stato intercettato e bloccato dai militari lungo la strada. Ancora in evidente stato di agitazione, gli è stato trovato in tasca l’accendino utilizzato poco prima per bruciare i materassi.
Duca, in passato, ha già avuto grane giudiziarie, rimediando pure una condanna per violazione di do





























