Home Cronaca Morì in sala operatoria al Sant’Elia, il gip non archivia: indagini su...

Morì in sala operatoria al Sant’Elia, il gip non archivia: indagini su 9 sanitari 

675 views
0

Caltanissetta – «No» alla richiesta di archiviazione che riaccende i fari su una morte sospetta in ospedale. Altre indagini a carico di otto medici e un’infermiera per il decesso della cinquantatreenne Antonella Geraldi, morta al «Sant’Elia» nel giorno dell’Epifania di tre anni fa.

La “verità” passerà attraverso una perizia disposta dal gip di Caltanissetta, Sofia Milone, nell’incidente probatorio sollecitato dalle parti civili – assistite dagli avvocati Giuseppe Panepinto, Antonino Falzone e Salvatore Falzone – e chiesto dalla procura.

La decisione del giudice è arrivata dopo il rigetto della seconda istanza di archiviazione presentata dalla procura, respinta su ferma sollecitazione dei legali dei familiari della vittima. Sullo sfondo, le nette divergenze tra le consulenze tecniche delle parti che si sono succedute nel tempo.

Il gip ha così affidato a un collegio di tre esperti il compito di definire lo scenario. Incaricati il medico legale Cataldo Raffino, il chirurgo Giovanni Li Destri e l’anatomopatologo Gaetano Pietro Bulfamante. I periti dovranno rispondere a una serie di quesiti per accertare con esattezza le cause del decesso e definire le eventuali responsabilità dei sanitari, nove in tutto.

Sono cinque chirurghi, il dirigente e due sanitari del pronto soccorso e un’infermiera – assistiti dai legali Michele Ambra, Dino Milazzo, Davide Schillaci, Emanuela Micale, Antonino Pisciotta e Giancarlo Faletti – indagati per omicidio colposo. Usciti definitivamente dall’inchiesta, invece, altri cinque sanitari.

Dalla ricostruzione è emerso che la notte tra il 4 e il 5 gennaio 2023 Antonella Geraldi è arrivata al pronto soccorso, alle 2 del mattino, per dolori addominali lancinanti provocati da una presunta occlusione intestinale. Nonostante gli accertamenti diagnostici avessero convinto i medici a eseguire un intervento chirurgico da eseguire già nel pomeriggio, poi la donna è finita sotto i ferri ventiquattro ore dopo. Un ritardo, per i familiari, fatale. La paziente, infatti, è deceduta in sala operatoria. Sarà ora la super perizia a stabilire se quel rinvio sia stato alla base del luttuoso epilogo.

Ti è piaciuto questo post?

Clicca sulle stelline per dare un voto!

Average rating 0 / 5. Vote count: 0

Vota per primo questo articolo

Condividi