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Mafia di Campofranco, chieste dieci condanne con pene fino a 20 anni    

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Campofranco – Dieci condanne per la “mafia di Campofranco”. Le ha chieste la procura nei confronti di dieci tra gli imputati a giudizio con il rito abbreviato. Solo per un undicesimo è stato proposto un verdetto assolutorio.

Condanne proposte per il sessantaduenne Angelo «fungiddra »Schillaci con 18 anni di carcere, il nipote, il quarantacinquenne  Calogero Schillaci con 14 anni e 8 mesi e sua moglie, la trentaduenne Carmeliana Schillaci con 4 anni e 6 mesi e 1.300 euro di multa, il sessantatreenne Claudio Rino «spatuzza» Di Leo, ritenuto uomo di fiducia del boss, con 20 anni di reclusione, il settantatreenne Calogero Maria Giusto Giuliano 8 anni, il cinquantacinquenne di Milena , Gioacchino «Iachino» Cammarata 10 anni e 8 mesi, il cinquantatreenne pure lui di Milena, Paolino Giuseppe Santo Schillaci, 6 anni e una multa di 1.300 euro, il licatese quarantaduenne Calogero La Greca un anno e 4 mesi, il cinquantunenne di Casteltermini Gian Luca Lamattina 6 anni e 1.300 euro di multa e il sessantasettenne, pure lui castelterminese , Vincenzo Spoto  con 10 anni e 8 mesi.

Questo il quadro prospettato al giudice dal pm Stefano Strino. Tutte richieste di pena già al netto dello sconto di un terzo sul complessivo per via della scelta del rito abbreviato.

Unica richiesta assolutoria per il quarantacinquenne di Sommatino Luigi Cocita – assistito dall’avvocato Giovanni Salvaggio – che al momento del blitz si trovava all’estero.

Associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, armi e spaccio di droga, le accuse , a vario titolo contestate agli imputati – assistiti dagli avvocati Pietro Sorce, Carmelo Amoroso, Dino Milazzo, Giuseppe Dacquì, Antonio Impellizzeri, Giuseppe Scozzari, Maria Vizzini, Salvatore Graci  e Giuseppe Bongiorno – che hanno scelto di essere giudicati direttamente dal gup.

Da questa parentesi processuale, nei giorni scorsi, sono già usciti il cinquantaduenne Fabio Giovenco – ora assistito dall’avvocatessa Daniela Salamone – e il settantaquattrenne Alfredo Calogero Antonio Falletta – assistito dall’avvocato Daniele Osnato –  ma per motivi assai differenti. Il primo, Giovenco – che peraltro su istanza della difesa ha ottenuto la scarcerazione – perché ha scelto la via del rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio. Il secondo, Falletta, perché tornando indietro sui suoi passi su precedenti dichiarazioni, è stato prosciolto.

Il blitz dei carabinieri è scattato nel maggio dello scorso anno con l’emissione di dieci provvedimenti cautelari. Un’operazione, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta ,  che avrebbe stroncato il presunto progetto di riorganizzazione della mafia campofranchese. Che , per gli inquirenti, stava rialzando la testa dopo la scarcerazione del boss Angelo Schillaci.

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