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Rino Genco: “Pensare Solidale sta per concludersi ma…”. L’intervista

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MUSSOMELI –  Alle elezioni del 2015 partecipò come candidato a sindaco di Mussomeli, Rino Genco, leader e fondatore del movimento “Pensare Solidale”. Sostenuto da due liste non vinse le elezioni però raggranellò quasi il 22% delle preferenze, oltre 1400 cittadini lo scelsero. Numeri significativi per un candidato senza apparati, neofita della politica, preferenze che non passarono inosservate, soprattutto se si considera che su questi dati alla vigilia delle elezioni, nessuno degli addetti ai lavori avrebbe scommesso un centesimo. E’ notizia di questi giorni che questo progetto politico volge al termine, per stessa ammissione degli appartenenti, la scadenza è stata fissata in concomitanza con  la conclusione della legislatura prevista per il 2020. L’intervista a Rino Genco che oggi vive e lavora a Milano.

Mi spiega sinteticamente perché si conclude l’esperienza di Pensare Solidale?

 L’azione politica di Pensare Solidale sta per giungere a conclusione, perché il 90% dei volontari siamo emigrati, è l’unica decisione, seppur sofferta, che potevamo prendere. Crediamo che la politica si debba fare attivamente  sul territorio, con un lavoro di squadra , rimboccandosi le maniche,  confrondandosi con i cittadini e con  gli avversari quotidianamente. Accompagneremo il nostro consigliere comunale Salvatore Cardinale fino alla scadenza del suo mandato nel maggio 2020, data dopo la quale cesserà  l’attività della nostra associazione. Il fondo cassa, comprendente le donazioni dei soci e del Consigliere Comunale,  sarà devoluto interamente in beneficenza.

Qual è il bilancio?

Il bilancio è assolutamente positivo, sia dal punto di vista umano che da quello  politico per: proposte, interrogazioni, battaglie, petizioni ed interventi fatti in questi anni. Encomiabile è il lavoro svolto da Salvatore Cardinale,  che vivendo il territorio,  porta le istanze nelle opportune sedi. Pensare Solidale ha un capitale umano immenso,  fatto da ogni singolo componente e simpatizzante:  persone e cittadini  di grande spessore umano e professionale. Ogni volontario,  ogni cittadino che  presenta le proprie idee contribuisce ad arricchire il nostro capitale umano. Grazie alla partecipazione si fa del bene a se stessi ed all’intera comunità.  In un mondo orientato all’individualismo,  alla ricerca sfrenata di un nemico alimentando odio che accresce  solamente il consenso dei capi bastone,  la nostra concezione di comunità sembra utopica, ma è quello in cui crediamo,  è la nostra quotidianità in Pensare Solidale. È il nostro bagaglio culturale che porteremo con noi per sempre.

 

C’è un errore che non ripeterebbe e un risultato di cui va particolarmente fiero del movimento?

Tanti sono stati i miei errori di cui faccio mea culpa,  ma sono stati commessi in buona fede.  Chi non fa non sbaglia,  mi insegna un caro amico.   Vado fiero di ogni singolo volontario della nostra associazione,  ognuno mi ha insegnato qualcosa.  Ammiro la forza, il coraggio,  la caparbietà dimostrata da tutti in questi anni.  Ognuno mi ha donato qualcosa di importante,  di sano, di vero: la propria fiducia.  Provenienti da esperienze diverse, le abbiamo condivise,  crescendo e lottando insieme. Lasciamo alla comunità un eredità immateriale,  un altro modo di fare politica e decine di proposte presentate ed approvate in consiglio comunale.

Come giudica l’ operato dell’attuale Amministrazione Comunale ?

Non sono un giudice, sono un ingegnere.  Posso esprimere una valutazione personale legata alla mia esperienza:  sotto alcuni aspetti è stato fatto un buon lavoro, ciò è innegabile; sotto altri aspetti invece,  anche dove si era avviato un percorso costruttivo su alcuni temi con mozioni approvate ad unanimità in Consiglio Comunale e vari incontri,  alla fine abbiamo ricevuto una pacca sulla spalla con un nulla di fatto. L’amministrazione ha sfruttato in maniera intelligente i media,  utilizzandoli come cassa di risonanza,  amplificando l’azione politica, sia per la comunità, promuovendo le tradizioni popolari  e la campagna mediatica “case a 1 euro”, sia dal punto di vista esclusivamente propagandistico, quest’ultimo non è un deficit,  è una strategia, una scelta, certamente  non condannabile, probabilmente vincente mediaticamente, ma   deleteria nei rapporti con le minoranze, sicuramente per ciò che riguarda  il nostro rapporto con l’amministrazione stessa. Si è interrotto  un confronto,  e non c’ha guadagnato nessuno.  Volevamo investire di più  le nostre energie,  pur essendo opposizione,  senza guardare i colori politici ma svolgendo un ruolo di opposizione costruttiva,  promuovendo azioni legate allo sviluppo economico, all’ambiente,  al lavoro,  al welfare. In un territorio come il nostro, dove lo spopolamento e la mancanza di lavoro è l’emergenza, un maggiore dialogo, tra le forze politiche, serio e sincero sarebbe stato opportuno.

Oggi per chi voterebbe a livello nazionale e  potrebbe tracciarmi l’identikit di chi immagina prossimo sindaco di Mussomeli?

Sicuramente non voterei a destra, è un mondo che rispetto ma non mi appartiene. Ritengo che viviamo un periodo storico molto complesso, più complesso del periodo post tangentopoli che ha segnato il passaggio dalla prima alla seconda repubblica.  Negli anni ’90 l’identificazione  delle forze politiche era evidente, era facile orientarsi in base ai propri ideali. Oggi viviamo ancora una crisi economica e sociale, con scenari diversi e si fa fatica ad identificarsi.  Confesso che oggi faccio fatica ad identificarmi in una precisa forza politica. Sicuramente mi orientero’ seguendo gli ideali in cui ho sempre creduto: giustizia sociale,  diritti civili, tutela della vita e della dignità dell’uomo,  rispetto per l’ambiente, lavoro ed economia sostenibile e di comunità.   A livello comunale, chiaramente Pensare Solidale non parteciperà, ne come Pensare Solidale,  ne sotto altre vesti. L’unica veste che abbiamo è la nostra faccia e la nostra dignità.  Tracciare l’identikit di un candidato specifico sarebbe ipocrita da parte mia. Chiunque sia, mi auguro sappia dare speranza ed un sogno in cui credere all’intera comunità,  ne sappia interpretare i bisogni ed essere da sintesi e da collante tra cittadini,  forze politiche ed istituzioni,  al fine di tracciare e percorrere tutti  insieme la strada per il futuro del nostro territorio.

 

Ha lasciato Mussomeli e la politica. Si tratta di un addio o di un arrivederci?

La politica per me è una passione, e  come tutte le passioni non si spengono o accendono a piacere o a convenienza,  o c’è o non c’è.  La terra dove si nasce e si cresce,  rimane sempre nel cuore con i nostri affetti e le nostre esperienze.  Nulla è certo. Ho imparato negli ultimi anni,  che i nostri progetti di vita non sempre coincidono con la realtà. La vita ci sorprende sempre. L’ideale sarebbe avere l’opportunità di vivere e realizzarsi liberamente dove si sceglie di farlo, non per necessità ma per scelta.  Preferisco vivere il presente,  fare sempre il mio dovere, avere fede, ed affidarmi al disegno che Dio ha per ognuno di noi.

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