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San Cataldo, il sindaco contro Asp e Regione: «Nessuna risposta sul piano sanitario»

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San Cataldo – Tutto tace. Nessuna risposta dallo scorso anno. È il sindaco di San Cataldo, Gioacchino Comparato, a denunciare il silenzio di Asp e Regione sul progetto di riorganizzazione della sanità territoriale inviato dal Comune. «La misura è colma», è sbottato definendo «inaccettabile» l’inerzia davanti alle richieste formali dell’amministrazione e al diritto alla salute dei cittadini.

Il piano, secondo il Comune, è rimasto «nel vuoto, senza alcun riscontro ufficiale». La proposta avanzata è di concentrare a San Cataldo tutta la chirurgia ambulatoriale multispecialistica. L’obiettivo è alleggerire il Sant’Elia di Caltanissetta e abbattere i tempi d’attesa per gli interventi meno complessi, a beneficio dell’intero distretto sanitario. Il rilancio delle strutture esistenti dovrebbe servire a passare da una sanità «di carta», a servizi reali.

Il progetto non guarda alla sola chirurgia. Prevede una “unità vascular team” per la gestione degli accessi vascolari, la telemedicina per collegare gli ospedali del distretto e modelli innovativi come la “montagna terapia”, già sperimentata con successo dall’Asp di Trapani, per pazienti oncologici e persone con dipendenze patologiche.

«”Queste soluzioni, discusse in sede di conferenza dei sindaci e reiterate nelle assemblee di luglio e settembre, non hanno ancora ricevuto un riscontro ufficiale», è stato rimarcato. Un silenzio che, per il sindaco, stride con la trasparenza e la prossimità che il servizio sanitario nazionale dovrebbe garantire.

«Pur essendo vero che ogni riorganizzazione richiede tempi tecnici di valutazione – è andato avanti – è difficile sostenere la validità di un’attesa che dura da anni a fronte di strutture già idonee e pronte per essere attrezzate». Il riferimento è all’ospedale Raimondi in cui il Comune ha chiesto con insistenza di potenziare riabilitazione, hospice e lungodegenza. «Reparti che oggi – è la denuncia –  non riescono a garantire i servizi per la carenza di medici e infermieri e rispondere ai bisogni della popolazione ».

E la dimostrazione di questo blocco sarebbe l’odontoiatria speciale. Inserita nel piano e richiesta più volte, resta un servizio paralizzato, nonostante esisterebbe una soluzione immediata, ossia una convenzione con l’Asp di Catania. «Il fatto che tale soluzione non sia stata ancora colta suggerisce che l’ostacolo non sia legato alla mancanza di risorse o di soluzioni tecniche, bensì a un’inspiegabile inerzia amministrativa”, ha rimarcato il sindaco.

Ora il Comune ha avvertito che «non resterà più in attesa di risposte che non arrivano». E per Comparato «l’unico modo per garantire il diritto alla salute è smettere di restare immobili».

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