Campofranco – Il 26 ottobre 2026 ricorre una data dal profondo valore umano ed etico per la comunità di Campofranco: i 50 anni dalla nascita e il 27° anniversario della scomparsa di Luca Giovanni Falletta. Trasferitosi a Bologna per lavoro e per inseguire i suoi sogni, la vita di Luca Giovanni si spezzò improvvisamente nel 1999, ad appena 23 anni, a causa di un ictus cerebrale provocato dalla rottura di un aneurisma. Nel momento della tragedia e dell’accertamento della morte cerebrale, la madre Maria Vitellaro e il padre Vincenzo scelsero di trasformare un lutto devastante in un dono di speranza, autorizzando l’espianto degli organi nel rispetto delle volontà del figlio. Da quel supremo atto d’amore nacque una nuova vita per tre persone: un rene consentì il trapianto a un cinquantaduenne di Napoli, mentre il fegato, grazie alla complessa tecnica dello split liver, salvò contemporaneamente un bambino di soli due anni e un uomo di quarant’anni. Negli anni la figura di Luca Giovanni è rimasta viva nel cuore delle istituzioni e delle associazioni come l’AIDO, trovando forte eco nelle commemorazioni cittadine e nelle parole toccanti della madre: «Sento che mio figlio continua a vivere». Per custodirne la memoria e trasmetterne l’esempio ai più giovani, l’Amministrazione Comunale di Campofranco, guidata dal Sindaco Rosario Nuara, ha deciso di intitolargli la mensa scolastica del paese. La storia di Luca Giovanni e la scelta di straordinaria maturità emotiva della sua famiglia ricordano a tutti il valore inestimabile della donazione degli organi: un gesto capace di andare oltre il dolore, sconfiggere l’indifferenza e far battere ancora il cuore di chi non c’è più nelle vite restituite agli altri.































