Home Cronaca “A Sutera la gente voleva il cambiamento”

“A Sutera la gente voleva il cambiamento”

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Sutera – La gente voleva il cambiamento”. Questa la prima riflessione a caldo della neo eletta sindaca di Sutera, Giuseppina Catania, con la lista “Insieme si può cambiare”. 57 anni e un passato presente lavorativo presso la Confederazione Italiana Agricoltori che, in virtù dell’impegno profuso e della sempre maggiore competenza, le ha permesso di ricoprire la carica dirigenziale. Guadagnandosi la fiducia sul campo dei suoi concittadini. Che fossero essi compagni di politica o no. Con lo sguardo visibilmente stanco e i lineamenti contratti di chi è in preda ad una forte emozione -ancora incredula- si concede ai microfoni di Castelloincantato. Provata non tanto dalla fatica di una campagna elettorale passata quasi in sordina, non fosse per noncuranza o mancanza di tempo quanto forse per un sotteso presagio di ventura.
L’affetto del paese di appena un migliaio di anime è palpabile più della brezza di aria umida che invade la piazza del Municipio dove accanto ha sede l’ufficio della consolidata professionista. E, sul sagrato laico del Kaleidos cafè, si consuma la spaghettata di rito. Un subbuglio di voci, suoni, colori e un’euforia generale che non lascia spazio a dubbi o indugi. Abbracci e baci non sono più negati ormai e dappertutto è un trionfo di affetto e speranza nel percorso lastricato di quello che, a buon diritto, è stato annoverato fra i borghi più belli d’Italia.
Speranza di cambiamento. E cambiamento è stato! Pure in consiglio, il voto ha premiato le donne. Con 5 quote rosa su 7 consiglieri in totale. Primo eletto con 213 preferenze, Giuseppe Carrubba figlio d’arte del compianto Marco che non poco si è speso per il bene del suo paese.
Adesso le aspettative sono alte. L’ambito traguardo è solo il nastro di partenza di un lungo e impegnativo percorso appena iniziato con la benedizione del santo della rocca. Un percorso che improrogabilmente dovrà ripristinare le sacre coordinate della viabilità, piaga storica dell’entroterra siciliano.
“Da parte nostra abbiamo messo assieme una compagine fatta da vocazioni politiche differenti convinti che una melodia è armonia di suoni diversi. Un progetto ambizioso, impensabile prima dell’ottobre scorso quando abbiamo iniziato ad adoperarci in questo senso”.
Alla domanda “cosa rimprovera alla vecchia amministrazione” la risposta è “non avere investito nella manutenzione ordinaria e straordinaria dello storico quartiere Rabbato”. Il pregio, invece, quello di avere promosso percorsi naturalistici che sono culminati nel progetto della Magna via Francigena.

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