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Mussomeli, arrivano nuovi medici a dar manforte alla medicina ma l’ospedale è in decadenza

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MUSSOMELI – Che ormai avesse toccato il fondo la Medicina dell’ospedale del paese Manfredonico era evidente, soltanto gli stolti possono affermare il contrario. Una situazione di emergenza pesante, ormai al limite della sopportazione umana, con un reparto che sulla carta conta cinque medici, ma che soltanto tre sono effettivamente in servizio da un anno a questa parte, è stata evidenziata e messa in risalto dall’inizio di gennaio, dall’improvvisa e prolungata assenza del primario. Proprio in conseguenza di ciò in servizio sono rimasti soltanto due medici, di cui uno per altro a tempo determinato, che devono sobbarcarsi un notevole tour de force assicurando oltre alla normale routine giornaliera in corsia, la necessità di coprire le pronte disponibilità notturne e festive, essere presenti in caso di pazienti da trasferire, ed assicurare la loro consulenza. Evidentemente una mole di lavoro che, al di là di ogni umana abnegazione alla missione medica ed al giuramento di Ippocrate, non era più sostenibile. Di fronte a questa emergenza la politica ha, finalmente, fatto sentire la sua voce e qualcosa si sta muovendo: l’Asp ha risposto ponendo in atto dei provvedimenti che, in attesa di nuove e definitive assunzioni, prevedono la coperture dei turni da parte dei colleghi nisseni. Oggi il “Maria Immacolata-Longo” è soltanto la lontana ombra del glorioso ospedale di un tempo, con tantissimi posti letto e tanto personale, con addirittura medici che a Mussomeli hanno lasciato il segno per la loro bravura. Proprio la sanità locale, adesso che siamo già in clima di campagna elettorale, sembra essere il punto nodale su cui si concentrerà la politica nella ricerca di una credibile voglia di uscire dalle secche di un isolamento generale. Afferma il sindaco Giuseppe Catania: “Il prossimo primo febbraio entrerà in servizio una dottoressa”. Sino ad allora si alterneranno nei turni due medici provenienti dal capoluogo nisseno. Sarà trovata, in tempi brevi, anche la soluzione per il servizio Psichiatria e come concordato col direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone, è stata incaricata una dottoressa per il reparto di Radiologia. Nei giorni a seguire si prevedono altre novità che dovrebbero garantire un ritorno alla normalità per un ospedale che certamente non merita la fine a cui sembra destinato, sia per le comunità del vallone e dell’agrigentino e, se non altro, per gli investimenti strutturali che nei tempi passati si erano fatti rendendolo un ospedale grande e funzionale”.

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