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Archivio | Cronaca

 

Madonia diede il via libera al delitto e Vaccaro fu mandato come killer», ex boss li accusa

Madonia diede il via libera al delitto e Vaccaro fu mandato come killer», ex boss li accusa

Campofranco – «Madonia diede il via libera all’omicidio e Vaccaro fu mandato dai “campofranchesi” quando fu chiesto un killer»,

Concetti che sono stati sostenuti dall’ex boss di Niscemi, Giancarlo Giugno, che nella veste di collaboratore di giustizia è stato chiamato a raccontare la sua verità al processo a carico degli stessi Giuseppe «Piddu» Madonia e Domenico «Mimì» Vaccaro – assistiti dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Flavio Sinatra – finiti sotto processo perché accusato di omicidio.

L’agguato in questione è stato consumato nel novembre del lontano 1983 e ha avuto per obiettivo il niscemese Vincenzo Vacirca, ucciso al posto del fratello Giuseppe. Lui sarebbe stato il vero bersaglio ma a  quel tempo sarebbe stato introvabile non solo dalle forze, ma anche per la mafia.

«È per una vendetta trasversale che è stato ucciso, anche se volevano uccidere il fratello… è stata una risposta al delitto  di Salvatore Arcerito», ha aggiunto il collaborante riferendosi al presunto capofamiglia niscemese  assassinato il 30 aprile 1983».

Secondo lo stesso Giancarlo Giugno, «Madonia ha dato il via libera all’omicidio Vacira e Vaccaro è stato mandato quando da Nisscemi hanno chiesto un killer».

Alla prossima udienza toccherà a un ex boss di Vallelunga, Ciro Vara, raccontare la sua versione dei fatti al centro del procedimento e sulle posizioni di Madonia e Vaccaro.

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La strada frana in contrada Soria. Mussomeli è un eremita in clausura

La strada frana in contrada Soria. Mussomeli è un eremita in clausura

MUSSOMELI – Lo chiamano disaster tourism, turismo della calamità, la pratica macabra ma  sempre più diffusa di visitare luoghi  in cui si verificano disastri ambientali, strutturali provocati dalla natura o dall’azione e dall’omissione umana. Potrebbe essere la nuova frontiera su cui puntare per attirare  visitatori a Mussomeli  che di calamità e disastri ne ha accumulati così tanti da poter organizzare una sagra di rilevanza mondiale. L’ultimo in ordine di tempo ma non di gravità risale a stamane in contrada Soria, che ha paralizzato la circolazione sulla SP 211 che collegava il centro manfredonico a contrada Tumarrano.  Non si tratta di gridare allo scandalo dopo che si è consumato, quattro mesi addietro avevamo denunciato  anzitempo, basta leggere  l’articolo “Disastro viabilità: anche la Mussomeli Tumarrano rischia la chiusura”.  Subito i politici e politicanti locali ci accusarono di procurato allarme, come se bastasse non parlare dei problemi per risolverli. Così chi è arrivato a Mussomeli, grazie a qualche virtuosismo o gioco di prestigio, si trova nella condizione degli avventori della celebre canzone “Hotel California”  degli Eagles  dove chiunque è benvenuto ma “but you can never leave!”, nessuno può andare via. Ora la condizione di chi vive a Mussomeli è sempre più terribilmente simile a quella estrema di un eremita in clausura. Con una sola ma sostanziale differenza: nessuno ha scelto la solitudine e la volontaria prigionia di chi decide di ritirarsi dal mondo. D’impeto verrebbe da dire che questo è un posto dimenticato da Dio, qui però le responsabilità non sono divine ma umane. La politica incapace è riuscita  a superarsi. Mussomeli è  l’ombelico della Sicilia dove, però, è stato reciso ogni cordone di comunicazione e collegamento con il resto del pianeta.  Non resta che cambiare la segnaletica del centro manfredonico. Se altri comuni si fregiano del titolo di centro denuclearizzato, noi potremmo fare appello a un neologismo, con un cartello che potrebbe recitare così: “Benvenuti a Mussomeli, paese destradalizzato!”.

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Dagli artigiani Sparacello una linea di  liquori dedicati al castello di Mussomeli

Dagli artigiani Sparacello una linea di  liquori dedicati al castello di Mussomeli

 

Ilaria e Giuseppe Sparacello

MUSSOMELI – Il castello, oltre a essere visitabile, ora è anche possibile  degustarlo e sorseggiarlo. Merito della famiglia Sparacello, artigiani di Castronovo da tre generazioni, che hanno “racchiuso” il maniero manfredonico in bottiglia, dedicandogli tre liquori. “E’ stato un tributo a Mussomeli – spiega Ilaria Sparacello che gestisce, insieme al fratello,  l’omonima pasticceria –  paese nel quale ho profondi legami affettivi e in cui affondano le radici della mia famiglia. Ho sposato un mussomelese. Salvatore Buccheri, il mio trisavolo, inoltre, orafo originario di Messina, si stabilì qui con la moglie Benedetta, la loro unica figlia Rosina divenne sposa di Santo Barba. Si tratta quindi di un ritorno alle origini, questo paese è nel mio dna e scorre nelle mie vene. Nel 2017 avevamo omaggiato il maestoso monumento con un liquore alle erbe la cui ricetta viene gelosamente custodita nella nostra famiglia. Ora abbiamo aggiunto ai prodotti dedicati al castello,  il limoncello e un liquore al pistacchio. Per la preparazioni dei liquori utilizziamo materie prime autoctone e del territorio. Io credo profondamente al valore di promozione dei prodotti enogastronomici. Così abbiamo aggiunto a ogni liquore un opuscolo etichetta che fornisce informazione sul castello e sul territorio dove si trova. I liquori del castello sono stati accolti con favore, in Italia ma anche all’estero, soprattutto dal mercato britannico e presto stamperemo il pieghevole illustrativo anche in lingua inglese”. Ilaria è un fiume in piena, dalla sua foga e dalle sue parole appassionate traspare un amore viscerale per Mussomeli. “Ho voluto fortemente – prosegue inarrestabile – aprire un punto vendita qui, nonostante avessimo due pasticcerie avviate, una a Castronovo e l’altra a San Giovanni Gemini.  Mi dicono che ho molto del mio trisavolo. La tenacia per esempio. Ho sentito il richiamo di un paese da cui discendo, così ho lavorato alacremente perché fossimo presenti a Mussomeli dove abbiamo allestito una dolceria e un laboratorio grande e all’avanguardia per mio fratello Giuseppe, maestro pasticcere le cui realizzazioni sono state degustate e apprezzate in tutto il mondo, anche da Capi di Stato, celebrità, personaggi dello mondo della moda e dello spettacolo. Giuseppe ad appena 36 anni vanta un curriculum di tutto rispetto, non a caso diverse volte è stato ospite in trasmissioni televisive di emittenti nazionali, come ad esempio ‘Geo&Geo’ su Rai3. Nella pasticceria di Mussomeli, unendo innovazione e tradizione, vengono realizzati tutti i prodotti per il mercato locale e da esportare. Abbiamo una ossessione maniacale per la freschezza delle materie prime e tutto viene realizzato in modo artigianale. Non utilizziamo semilavorati o prodotti pronti. Giusto per citare un esempio, i cornetti, al giorno d’oggi quasi ovunque confezionati con metodi industriali, sono realizzati da noi in tutto e per tutto: dalla pasta sfoglia alle farciture. Anche i dolci e i liquori del Castello seguono questa logica dell’attenzione dei particolari e degli ingredienti a chilometro zero e comunque rigorosamente siciliani. Nell’entroterra dell’isola ci sono tante potenzialità, dei sapori introvabili altrove. Sarebbe egoistico riservare queste bontà solo per le persone che abitano qui, con la nostra produzione esportiamo non solo prodotti dolciari ed enogastronomici ma contribuiamo a divulgare la conoscenza dei nostri luoghi. Anche i turisti vanno presi per la gola! Così come credo che l’angolo letterario, predisposto nel nostro locale,  sia un mezzo per tramandare la cultura, anche e soprattutto locale. Molti clienti, tra un caffè e un pasticcino, si lasciano sedurre da un libro”. Quando le chiediamo come mai una delle specialità pasticcera più richiesta, frutto del loro estro dolciario, sia stata battezzata “Baciamo le Mani”, Ilaria si accalora e precisa: “Qualcuno ha malignato pensando che fosse un riferimento agli stereotipi di criminalità organizzata che colpiscono la Sicilia. Niente di più falso. Era il nomignolo affibbiato al nostro trisavolo perché aveva modi gentili e galanti, come il baciamano, appunto. Gesti d’altri tempi certo, ma, spesso,  il passato ha un fascino ineguagliabile: il castello chiaramontano docet”.

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«Svelarono atti d’indagine su Messina Denaro», tre arresti: preso anche un colonnello della Dia

«Svelarono atti d’indagine su Messina Denaro», tre arresti: preso anche un colonnello della Dia

È sospettato di  avere passato notizie riservate su indagini relative al boss latitante Matteo Messina Denaro. Ed è stato arrestato dai suoi colleghi di Palermo.

È il tenente colonnello Marco Zappalà, in servizio alla Dia di Caltanissetta, arrestato insieme a un carabiniere in servizio a Castelvetrano, l’appuntato Giuseppe Barcellona e all’ex sindaco sempre di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, che sarebbe stato un infiltrato dei servizi segreti. Lui, secondo l’accusa, avrebbe girato una intercettazione a un boss.

A loro carico sono stati contestati i reati di rivelazione di notizie riservate, favoreggiamento e accesso abusivo a un sistema informatico.

Queste le accuse al centro delle ordinanze disposte dal gip di Palermo, Piergiorgio Morosini, su richiesta dei sostituti procuratori Francesca Dessì e Pierangelo Padova.
Talpe, secondo la tesi accusatoria, che avrebbero rivelato informazioni riservate. Seppur le posizioni passerebbero per un distinguo.

Provvedimenti, questi dell’ultima ora, che secondo gli stessi inquirenti andrebbero a incastonarsi in un contesto che, nella sua massima ampiezza, potrebbe avere fornito in questi anni copertura al super latitante Matteo Messina Denaro.

Il boss di Castelvetrano, nonostante negli ultimi anni le forze dell’ordine abbiano fatto terra bruciata attorno a lui con innumerevoli operazioni antimafia che hanno colpito suoi fiancheggiatori e sequestrato ingenti patrimoni, riesce a sfuggire alla cattura già dal lontano 1993.

 

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Furto a scuola, condannati sospetti «ladri di merendine»

Furto a scuola, condannati sospetti «ladri di merendine»

immagine di repertorio

Caltanissetta – Colpevoli per un furto in trasferta. Che avrebbero commesso, seppur poi sia stato neutralizzato dalla polizia, in un istituto scolastico.

Le condanne sono piovute su tre giovani di Riesi. Il ventiquattrenne Simone Alabiso al quale sono stati inflitti tre anni ed i fratelli Michael Stephen ed Antony Castorina – ventottenne il primo, venticinquenne il secondo – che ne sono usciti con la pena a 2 anni ciascuno.

I tre  – assistiti dagli avvocati Vincenzo Vitello, Carmelo Terranova e  Giovanni Maggio – sono stati chiamati a rispondere di furto aggravato.

Quello che, per l’accusa, avrebbero messo a segno ai danni l’istituto professionale per i servizi, l’industria e l’artigianato, il «Galileo Galilei» di Caltanissetta.

È lì che una domenica sera, era il maggio dello scorso anno, il terzetto si sarebbe introdotto prendendo di mira la gettoniera di un distributore automatico di snack e bevande.

Ma qualcuno ha avvertito la polizia e una pattuglia è presto arrivata in zona, sorprendendo i giovani che stavano tentando di scavalcare la recinzione della  scuola.

Questa, almeno, la ricostruzione degli stessi investigatori che poi, dentro la scuola, hanno trovato uno  scalpello, un cacciavite e un  lucchetto rotto.

Peraltro, nell’auto con cui i tre erano arrivati da Riesi – una Fiat Cinquecento di Antony Castorina – sono stati trovati altro oggetti ritenuti da scasso.

Da qui il loro arresto e, adesso, nel processo che ne è derivato, le condanne per quel furto aggravato che poi sarebbe pure andato in fumo.

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Centauro perse una gamba, camionista di Milena a giudizio

Centauro perse una gamba, camionista di Milena a giudizio

immagine di repertorio

Milena– Camionista di Milena a giudizio per un incidente stradale dalle gravi conseguenze costato, a un centauro, l’amputazione di una gamba.

È il quarantaseienne Domenico Massimiliano Michele Russo – assistito avvocati Fabio Licalsi e Giuseppina Insalaco – chiamato in giudizio per rispondere dell’ipotesi lesioni gravissime.

Quelle che avrebbe causato al centauro quarantanovenne Angelo Miraglia – assistito dall’avvocato Massimiliano Bellini –  che fu trasferito urgentemente all’ospedale Sant’Elia.

Ma poi, per gli effetti devastanti di quell’incidente di un paio di anni addietro, gli è stata pure amputata una gamba.

Gli strascichi giudiziari che ne sono derivati hanno fatto scattare, ora, il procedimento a carico del camionista milenese.

Lo scontro è avvenuto nel giugno del 2017 lungo la statale 640, interessata dai lavori di raddoppio della sede stradale.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il pesante mezzo avrebbe effettuato una manovra non consentita, vietata pure dalla segnaletica, per entrare in un cantiere di quella zona. Questa, almeno,la tesi degli inquirenti.

L’impatto tra il camion e la moto con in sella Miraglia è stato particolarmente violento. E, com’è intuibile che sia, a riportare gravi conseguenze è stato il motociclista.

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Luvaro aderisce a “+Europa” con  Ferrandelli. “Ora i detrattori si inventino altro”

Luvaro aderisce a “+Europa” con Ferrandelli. “Ora i detrattori si inventino altro”

Sebastiano Luvaro con Fabrizio Ferrandelli

Mussomeli – Della sua appartenenza politica si era detto di tutto. Sebastiano Luvaro per molto tempo era stato dato da tanti vicino al PD- Altri avevano accostato il suo nome al Movimento Cinque Stelle. Ora l’imprenditore, dopo mesi di frequentazioni palermitane, smentisce quanti avevano indicato la sua vicinanza a questo e quel partito e aderisce a “+Europa” di cui è il referente per la provincia di Caltanissetta. Nel movimento guidato da Benedetto Della Vedova entra in qualità di militante dei “coraggiosi” di Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale a Palermo ed ex deputato  all’Ars,  che sarà il candidato capolista nelle isole alle prossime elezioni europee. “Ho sposato il progetto – racconta l’imprenditore 42enne –  in modo graduale. Mi ha convinto la coerenza di Fabrizio Ferrandelli che ha lasciato l’Ars, dimettendosi, rinunciando a cospicue indennità e privilegi. In un mondo come la politica che è fatto di chiacchiere, il suo gesto è stato un tangibile segno di concretezza. Immagino che i miei detrattori ora dovranno trovare altre calunnie per attaccarmi, dopo che per anni, mi hanno additato come il braccio armato di questo o quel partito”. Il giovane, noto per le sue battaglie, denunce e  prese di posizione critiche sulla gestione della “res pubblica” mussomelese precisa: “Nel nostro paese  che le cose non vadano è sotto l’occhio di tutti. Alla rassegnazione ho preferito la reazione. Per una mia coscienza civica mi spendo per fare emergere  e porre rimedio a tutte  le storture di Mussomeli e del territorio  che ha raggiunto un livello di inefficienza inaccettabile. Dietro la mia attività che porto avanti da tempi non sospetti, non c’è calcolo politico. Lo faccio per un interesse personale? Certamente. Quello di poter continuare a vivere e a lavorare a Mussomeli, malato moribondo camuffato, da molti per tornaconto, in soggetto in perfetta salute”.

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Lo sfogo di una madre: “Mio figlio al pronto soccorso per una buca. Sindaco, chi paga i danni?”

Lo sfogo di una madre: “Mio figlio al pronto soccorso per una buca. Sindaco, chi paga i danni?”

la buca incriminata

Mussomeli – E’ finito al Pronto Soccorso dopo una caduta dallo scooter in una via del centro storico, ora la madre del giovane centauro infuriata punto il dito contro le strade dissestate del Comune di Mussomeli. La signora Ivanka Maria Zalac si è sfogata su Facebook e  ha scritto: “Alla gentilissima attenzione del sig. Sindaco Giuseppe Catania.Mio figlio Ivan Sorce ha avuto un incidente oggi per colpa di una buca in via Francesco Salamone . Come puo’ vedere adesso dalle foto e finito al Pronto Soccorso si è fatto male e lo scooter e completamente distrutto! I danni li paga il Comune di Mussomeli?”. A corredo dell’invettiva c’è una cera e propria galleria fotografica che immortala, luoghi, danni riportati e protagonisti del sinistro. La via incriminata si trova nel quartiere di Santa Maria, anche se nel paese manfredonico le buche non disdegnano nessuna zona nuova o antica che sia, dato che sono presenti uniformemente, praticamente, in ogni strada del paese. Peraltro il givane, vittima dell’incidente,  era balzato agli onori della cronaca qualche anno addietro perchè si era era protagonista, nel maggio del 2017, di un intervento  intriso di coraggio e sangue freddo sul volo Belgrado Londra dove aveva collaborato con  hostess e altri passeggeri per sedare 5 scalmanati che si trovavano all’interno dell’aereo. Ma sembra che le buche non risparmino nessuno, nemmeno gli eroi!

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Mussomeli, predisposto il piano traffico per la Settimana Santa. Quando e dove non si potrà circolare in auto

Mussomeli, predisposto il piano traffico per la Settimana Santa. Quando e dove non si potrà circolare in auto

Mussomeli – E stato predisposto il piano traffico in occasione delle prossime festività pasquali. Sindaco e comandante della polizia municipale, attraverso, una comunicato, rendono noto nel dettaglio luoghi e tempi in cui no sarà possibile circolare con le auto. “Le misure specifiche di regolamentazione del traffico – avvisano – , saranno applicate,progressivamente, sin dal giorno 18 aprile 2019 (Giovedì Santo) con il divieto di sosta in tutta la Piazza Umberto I e la chiusura al transito veicolare di Via Palermo dalle ore 19,00 fino alle ore 24,00; il giorno 19/04/2019 (Venerdì Santo) il divieto di sosta in Piazza Umberto I varrà dalle ore 11,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle
ore 22,00, inoltre il divieto di sosta varrà anche in Via Palermo nel tratto compreso tra la Piazza Umberto I e l’incrocio con il Viale Peppe Sorce; sempre il giorno 19/04/2019 la Via Palermo verrà chiusa al normale transito veicolare a partire dalle ore 15,00 e fino alla deposizione di Cristo dal Calvario. La chiusura integrale della Piazza Umberto I e della Via Palermo è prevista per i giorni 18, 19 e 20 come da segnaletica ivi collocata. Nei giorni precedenti la Piazza Umberto I sarà transitabile pur non potendosi escludere la possibilità di rallentamenti e incolonnamenti ovvero interdizioni temporanee alla circolazione veicolare dovendo consentire l’allestimento della scaladi accesso al calvario che impegna parte della carreggiata di via Palermo. Come ormai da procedura consolidata al servizio di sicurezza parteciperanno rappresentanti o delegati delle confraternite con mezzi propri che saranno resi visibili da apposita cartellonistica”.

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Trovato con hashish in auto, giovane arrestato

Trovato con hashish in auto, giovane arrestato

Caltanissetta – È per droga che lo hanno arrestato. Sono stati i carabinieri a prenderlo in trappola durante un controllo mirato anche alla repressione del fenomeno spaccio.

È lungo la statale 640 che un giovane di Sommatino, un ventiquattrenne – assistito dall’avvocato Salvatore Domante – è stato fermato a un posto di controllo.

I militari della pattuglia hanno perquisito sia lui che la sua auto.  Durante l’ispezione è saltata fuori la droga. In particolare è stato rinvenuto un panetto di hashish per un peso complessivo di cento grammi.

Sostanza che, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stata destinata allo spaccio. L’hashish è stato sequestrato dagli stessi carabinieri mentre il giovane, che in passato avrebbe già avuto problemi giudiziari, è finito agli arresti domiciliari.

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