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Troppo caldo in cella e scoppia la protesta dei detenuti del carcere di San Cataldo

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San Cataldo – Troppo caldo in cella e scoppia la protesta dei detenuti del carcere di San Cataldo. Una vera e propria sommossa che ha devastato l’area detentiva. Solo tre celle si sono salvate dalla rabbia esplosa  per le condizioni invivibili all’interno del carcere sancataldese.

“La polizia penitenziaria – ha spiegato Donato Capece, segretario generale del Sappe – non può pagare anche per le responsabilità altrui e per i mancati interventi di ristrutturazione… mai la detenzione deve ledere la dignità umana delle persone e mai i nostri agenti dovrebbero fronteggiare situazioni di allarme e di pericolo perché giusti e legittimi interventi, urgenti e strutturali, vengano invece trascurati incomprensibilmente»

E lo stesso segretario ha sottolineato come «il carcere di San Cataldo presenta oggettive difficoltà che avrebbero meritato urgenti interventi da parte dell’amministrazione penitenziaria, provvedimenti che però non sono stati adottati. E poi i problemi, le tensioni, i pericoli si trovano costretti a subirli, loro malgrado, coloro che il carcere lo vivono ventiquattro ore al giorno nella prima linea delle sezioni detentive, ossia, le donne e gli uomini della polizia penitenziaria… questo è grave e inaccettabile».

E sulla questione è intervenuto anche il segretario regionale per la Sicilia dello stesso sindacato autonomo polizia penitenziaria, Calogero Navarra, che ha chiarito come  «in tutto il carcere di San Cataldo, solamente tre celle sono rimaste agibili. I detenuti hanno protestato per il grande caldo, anche per una serie di lamiere che ostruisce le finestre delle celle. Vi era la priorità di fare immediatamente i lavori di adattamento, ma per ragiono burocratiche a noi non note non è stato ancora fatto e quindi è scoppiata la protesta»

E lo stesso Navarra ha rimarcato come «non è stata una protesta contro la polizia penitenziaria ma sulla invivibilità nella struttura ed i mancati lavori di ristrutturazione e, considerate anche le alte temperature meteorologiche di queste settimane, è facile comprendere come effettivamente vivere in una cella surriscaldata, con altre persone e poco ricambio d’aria, sia un disagio». insopportabile, anche se questo non giustifica in alcun modo la devastazione che c’è stata, che ha determinato una situazione di allarme che ha coinvolto tutti i colleghi in servizio”.

Questo lo scenario complessivo in cui è maturata, da parte del segretario nazionale Capece, l’auspicio che il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo, disponga una ispezione per accertare cause, ragioni e inadempienze che hanno portato alla devastazione del carcere di San Cataldo».

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