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Abusi su una tredicenne a Vallelunga, arrestati zio e madre

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Vallelunga Pratameno – È in un casolare di campagna che si sarebbero consumati gli abusi. Lì dove sono pure custoditi animali. Con lo zio che per mesi avrebbe approfittato della nipote, figlia di suo fratello. Mentre la madre avrebbe saputo e taciuto. Non avrebbe impedito che il cognato abusasse della figlia.

Una storia di abusi e degrado, per quella che è stata definita  dagli stessi magistrati come «una quotidianità di sessualità deviata», venuta a galla a Vallelunga e che adesso ha fatto scattare due arresti dei carabinieri per violenza sessuale aggravata e continuata.

Queste le contestazioni a carico di zio e madre della poco più che tredicenne – peraltro affetta da qualche piccolo problema cognitivo – che avrebbe subito violenza. Lui, già in passato coinvolto in vicende analoghe, è adesso rinchiuso al carcere di Enna, lei ad Agrigento. Così ha disposto il gip di Caltanissetta, Grazia Luparello, con l’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai militari di Mussomeli e Vallelunga.

Gli abusi, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero andati avanti dal dicembre scorso fino ad ora.  Ne avrebbe approfittato lo zio paterno, che già in passato ha avuto problemi giudiziari per atti sessuali  su minori, corruzione di minorenni e maltrattamenti in famiglia.

E la madre della ragazzina, secondo militari e magistrati, non avrebbe mosso dito per impedirlo.

Lei che in passato si è trovata al centro di una storia dai tratti generali similari, anche se la sua posizione ha riguardato altre contestazioni. Tant’è che poi è stata condannata a quattro mesi per minacce e ingiurie nei confronti di un’altra donna prima legata all’allora suo compagno.

È stata da una segnalazione dei servizi sociali che è partita l’indagine dei carabinieri. Comportamenti anomali della piccola avrebbero indotto un’assistente sociale a girare la questione ai militari. Tant’è che successivamente il sospetto pedofilo avrebbe manifestato propositi di vendetta contro le stesse assistenti che avevano messo in moto la macchina investigativa. In una intercettazione avrebbe minacciato una di loro. Sì, perché poi sono partiti appostamenti e intercettazioni telefoniche tra zio e nipote.

E da quel momento in poi è stata raccolta tutta una serie di elementi che, alla fine, hanno fatto scattare l’accusa a carico dei due.

La piccola, che avrebbe mostrato comportamenti anomali, avrebbe spesso messaggiato con lo zio. Lo stesso che più di una volta sarebbe andata a prenderla al termine delle lezioni di recupero, ma badando bene a non farsi notare dalle assistenti sociali.

In un’occasione la ragazzina si sarebbe pure presentata in farmacia per comprare test di gravidanza, asserendo che erano per la madre.  Poi, a denti stretti, avrebbe rivelato a un’assistente di avere un fidanzato, indicandone solo il nome, coincidente con quello dell’arrestato.

Lo zio, intuendo a un certo punto che quella terribile situazione probabilmente era venuta a galla, a un certo punto avrebbe anche riferito alla cognata «di dovere tornare alla normalità».

Alla fine la procura, che ha coordinato le indagini dei carabinieri, ha chiesto e ottenuto le due misure cautelari in carcere.

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