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Omaggio ai carabinieri caduti dell’eccidio di contrada Apa, messa in loro onore

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Omaggio ai carabinieri caduti dell’eccidio di contrada Apa, a Niscemi. Sono l’appuntato Michele Di Miceli originario di San Michele di Ganzaria, Rosario Pagano, di Ventimiglia di Sicilia e Mario Paoletti di Teano, tutti rimasti uccisi in un conflitto a fuoco. Altri quattro militari sono rimasti feriti. I tre caduti sono stati poi decorati. Ed all’appuntato Michele Di Miceli e al carabiniere Rosario Pagano sono state intitolate, rispettivamente, le caserme di San Michele di Ganzaria e di Ventimiglia di Sicilia . A a 78 anni da quella strage, su iniziativa del comando provinciale carabinieri di Caltanissetta e dell’Ispettorato regionale dell’Associazione nazionale carabinieri, è stata omaggiata la loro memoria con la deposizione di una corona d’alloro sul monumento dedicato ai caduti di contrada Apa e una messa celebrata nella chiesa madre di Niscemi dai parroci don Filippo Puzzo e don Massimo Ingegnoso. Presenti, tra gli altri, il comandante del reparto territoriale dei carabinieri di Gela, il colonnello Marco Montemagno, il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, le associazioni combattentistiche e una rappresentanza di carabinieri in servizio ed in congedo e altre autorità. Nel niscemese, dal 1943, era presente la banda capeggiata da Rosario Avila, detto «Canaluni», in prima analisi aggregatasi al Movimento per l’indipendenza della Sicilia ma poi disconosciuta per i suoi crimini.

La sera del 16 ottobre 1945 la banda arrivò in una masseria di contrada Apa a Niscemi. Lì v’erano alcuni contadini ai quali i banditi chiesero un nascondiglio per la notte e qualcosa da mangiare. In quegli stessi frangenti ,  sette carabinieri del nucleo di Niscemi stavano perlustrando quella stessa zona. Si sono presentati in quel casale per identificare gli occupanti. Mentre i militari stavano controllando i documenti dei contadini, i banditi uscirono da una finestra posteriore e organizzarono un vero e proprio agguato ai carabinieri.  I banditi, armati di una mitragliatrice leggera, di mitra e di bombe a mano, cominciarono a fare fuoco contro i militari. E tre di loro restarono uccisi.

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