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Alla celebrazione religiosa del castello presente anche l’arciconfratetnita del S. S. alla Madrice. I confrati ringraziano

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Alla celebrazione liturgica del 2 settembre 2023, presso i locali della scuderia del castello di Mussomeli, officiata dall’arciprerte padre Achille Lo Manto, presente anche l’arciconfraternita del S.S. Sacramento alla Madrice. Dietro esplicito invito di padre Achille, le cappe rosse, con le insegne confraternali, della confraternita più antica del paese delle confraternite, è stata onorata di accompagnare il simulacro della Madonna della Catena, custodito tutto l’anno presso la chiesa dei santi Gioacchino e Anna, meglio nota come chiesa dei Monti. Mentre la statua originale, ossia la scultura mariana in alabastro del ‘500 e custodita nel castello di Mussomeli fino alla prima metà del XIX secolo, della quale si erano perse le tracce nel dopoguerra, oggi sappiamo, essere ben custodita all’interno di una cappella di una famiglia italiane di antico lingaggio. Che, in questo modo, ha voluto preservare il simulacro dall’incuria del tempo e soprattutto dai danni dell’oblio e dell’abbandono. Nostra Signora della Catena è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica identifica la Beata Vergine come la “potente liberatrice” dei suoi figli da ogni tipo di catena, sia essa quella materiale della prigionia, sia quella spirituale del peccato. Un evento inedito, quello di sabato scorso, che ha riscontrato il favore di tutti i confrati nonostante una piccola nota dolente che riguarda il ricordo di un antico episodio -come riferisce uno dei confrati- risalente addirittura agli anni trenta del secolo scorso -quasi un secolo fa!- in cui un “portatore di stendardo” dell’arciconfraternita “abbandonò” la sposa durante il ricevimento di nozze per rivendicare la prima posizione dello stendardo della Chiesa Madre al castello. Poichè tale privilegio non era stato assicurato. Ora, sono stati circa quaranta i confrati che hanno preso parte alla celebrazione della messa e alla processione, curando anche gli aspetti logistici del rito religioso, officiato altresì dal diacono Pierenzo Costanzo. Un sentito ringraziamento da parte della dirigenza del sodalizio a quanti hanno appoggiato l’iniziativa di padre Achille, non proprio nuovo del territorio, ma di insediamento che, per la prima volta -rispettoso delle tradizioni locali- ha celebrato la funzione religiosa di una festa che unisce fede, cultura e folclore. Da quando è stata istituita, nei primi del ‘900, da Desiderio Sorce, uno dei più illustri e benemeriti personaggi del nostro paese, noto anche come Testadiferro, per via del suo carattere forte e inflessibile.

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