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Beni in odor di mafia, scatta maxi sequestro da 10 milioni

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Caltanissetta – Beni per dieci milioni di euro sono stati sequestrati a un imprenditore in odor di mafia. L’operazione è stata eseguita dalla Dia di Caltanissetta sull’onda di un decreto emesso dal tribunale misure di prevenzione, su proposta del generale di divisione, Giuseppe Governale.

Il provvedimento è stato adottato nei confronti dell’imprenditore settantunenne Giuseppe Li Pera, originario di Polizzi generosa ma residente e Caltanissetta da anni.

Sotto sequestro le società «Sigi srl» per la gestione delle imprese con sede a Caltanissetta, la «Immobil.Bi srl» di Roma e «San Nicola’s Costruzioni srl» di Caltanissetta, tutte aziende attive nel settore delle costruzioni edilizie.

E, ancora, quote societarie della «Parco delle Maccalube Campus Srl», della «Rochel srl», «Altarello Costruzioni srl», «Centounopini Costruzioni srl», della «Studio 58 srl» tutte con sede in Caltanissetta, pure queste operano nel settore delle costruzioni edilizie; e, infine, 9 beni immobili e 150 rapporti bancari.

Per gli inquirenti è «accertata la rilevante ascesa grazie ai continui rapporti intrattenuti con i vertici mafiosi siciliani che gli hanno consentito di accrescere illecitamente il proprio patrimonio».

Li Pera nel 2007 è stato condannato per associazione mafiosa per l’operazione «mafia e appalti» risalente al 1991. Già a quel tempo, quando è stato attenzionato anche dai magistrati Falcone e Borsellino, è emerso il cosiddetto «sistema Siini» per il controllo degli appalti.

Li Pera in passato è stato anche collaboratore di giustizia, dal ’92 al 2001, fino a quando poi è inziata la sua ascesa imprenditoriale e ha tagliato ogni contatto con i magistrati.

Già negli anno ottanta, per la società Rizzani de Eccher nel settore grandi opere pubbliche,  avrebbe ottenuto illeciti vantaggi per la stessa società con aggiudicazione e gestione degli appalti in Sicilia, ma anche a livello personale ne avrebbe tratto arricchimento e, in questo, avrebbe fatto  leva sulla sua presunta vicinanza al quadro mafioso dell’epoca.

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