Home Cronaca Commerciante ucciso dalla mafia 33 anni fa, i familiari chiedono ancora giustizia

Commerciante ucciso dalla mafia 33 anni fa, i familiari chiedono ancora giustizia

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Caltanissetta – Sono trascorsi trentatré anni da quel delitto e la famiglia chiede ancora giustizia. È il figlio a reclamarla. Nel silenzio assordante che ormai, da tanti anni, avvolge questa dolorosa vicenda.

Una pagina buia legata all’uccisione del gioielliere Nicola Gioitta assassinato dalla mafia nel marzo del lontano 1990.Allora aveva appena 29 anni.  Adesso è il figlio a chiedere la verità per la barbara uccisione del padre, morto per mano della mafia. Della Stidda in particolare. E il killer avrebbe  pure un nome e un cognome. Un ex appartenente a Cosa nostra poi transitato nelle “schegge impazzite”.

Quella mattina lo ha ucciso sparandogli due colpi di pistola: uno alle spalle, l’altro alla fronte. Poi lo ha sgozzato. Una sorta di “firma” su quel delitto mafioso.

Ma Nicola Gioitta, ufficialmente, non è stato neanche ancora riconosciuto vittima della mafia. V’è solo una nota prefettizia di qualche anno dopo la morte, che riconosce il gioielliere come tale.

Per anni si è parlato di una rapina finita male. Ma per la famiglia quella sarebbe stata una storia diversa. Non s’era voluto piegare al pizzo e quella rapina, con quelle modalità, oltre, magari, a lanciare un messaggio ad altri commercianti che si erano opposti al taglieggiamento, sarebbe servita anche perché la mafia potesse procurarsi fondi da reimpiegare per altre azioni criminali al nord.

Al figlio, che al momento dell’uccisione del padre di anni ne aveva appena due, rimangono solo ricordi sbiaditi e una foto del genitore che lo tiene in braccio. E si aspetta che la giustizia sia in grado, dopo tutti questi anni, di stabilire quale sia la verità.

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