Home Cronaca Dall’America a Mussomeli, cerca i parenti e trova un’amica

Dall’America a Mussomeli, cerca i parenti e trova un’amica

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Mussomeli – E’ una bella storia, di quelle che ti toccano le corde del cuore e dell’anima. Una storia che arriva da lontano, da Washington addirittura, a custodire un mondo e il suo vissuto, fatto di nostalgia, d’affetti e di quella miseria, tutta isolana, che tanti figli svendette, nel secolo ormai trascorso, al nuovo continente, alla ricerca della terra promessa. Accade martedì mattina, al palazzo del Comune di Mussomeli, in una normale quanto anonima giornata di lavoro. Betty Schifano, 71 anni, americana dal sangue siculo, fa tappa al Comune, alla ricerca delle sue origini, in compagnia del figlio Michael Rodgers. Prima tappa, da protocollo, l’Ufficio Anagrafe, dove Betty viene aiutata come si può da Rosalba Bonomo, data la scarsità di indicazioni sulla ricerca che potrebbe portare all’individuazione dei parenti. Difficoltà peraltro aumentate anche dal fatto che i graditi ospiti parlano solo in inglese. Tuttavia, frugando fra le carte dell’Ottocento, vengono fuori un atto di nascita e uno di matrimonio. Che, con ogni probabilità, si fanno risalire al nonno. Ma nessun indizio che potesse fare risalire a qualche parente tuttora in vita, deludendo le aspettative di Benedetta che così fa all’anagrafe, quello americano per capirci. Ma poichè Dio vede e provvede, fra il team dei dipendenti si fa largo l’intuizione che “una Schifano”, comunque al Comune c’è. Si trova pure l’interprete, la dipendente Giuseppina Alio, e, anche a non volere scomodare l’Altissimo, ci si appoggia a Google traduttore nella speranza di trovare l’imbeccata che possa portare la baldanzosa, seppure un poco sofferente, signora dritto dritto verso la strada maestra. Per onorare quel cognome a cui tanto è legata, l’amore per il nonno paterno che mai ha conosciuto. Il desiderio di ritrovare le origini, negli ultimi tempi, per Betty, era diventata una fissazione e…. “la fissazione si sa è peggio della malattia”!. Così per curare tanto la fissazione, quanto gli effetti della malattia vera, un infarto di due anni fa, Michael si offre di accompagnare la mamma in un viaggio non semplice ma fortemente sostenuto dall’amore. Così l’amore arriva a benedire l’emozione di un incontro. Quando Betty si trova di fronte Anna, si lascia andare ad un abbraccio che scioglie ogni indugio e placa la delusione, e quell’abbraccio che porta lo stesso nome le permette, in un attimo, di collegarsi alla sua storia tanto cercata. Abbandona persino la carpetta che fino a quel momento ha custodito gli affetti e si gode l’attimo del tempo ritrovato. Così, anche se la ricerca, come direbbe dott. Google, non ha prodotto risultati sul piano dei parenti, Betty quell’abbraccio se lo porta nel cuore, adesso un pò più sano, un pò più acquietato, a Sanfratello, patria della nonna. Mentre Anna è ancora in fibrillazione per l’emozione di un momento che, ci tiene a precisare, “sembrerebbe banale ma così non è!”

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