Home Cronaca Delitto Siddique e caporalato, nuove accuse per tre imputati

Delitto Siddique e caporalato, nuove accuse per tre imputati

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Caltanissetta – Piove sul bagnato per tre dei dieci imputati di un procedimento per un agguato con, sullo sfondo, il caporalato. È cammin facendo  che la procura di Caltanissetta ha contestata o nuove accuse a tre pakistani già in giudizio, con altri sette coimputati, dinanzi la corte d’Assise di Caltanissetta presieduta da Roberta Serio, per rispondere, a vario titolo, di omicidio, caporalato, associazione a delinquere finalizzata agli omicidi, sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsioni, rapine, porto d’armi, violazione di domicilio e lesioni personali.

Processo che si fonda sull’uccisione del giovane pakistano Adnad Siddique, assassinato nel giugno 2020 per avere guidato la “rivolta” di suoi connazionali contro la cosiddetta “mafia dei campi”

Le nuove imputazioni pendono sul capo di Muhammad Shoaib, 31 anni, Arshad Muhammad di 40 e Muhammad Sharjeel Awan di 23 anni  – assistiti dagli avvocati Giuseppe Dacquì, Rosario Di Proietto e Salvatore  Baglio – e sono riferite a una rapina aggravata.

A carico del solo Muhammad Sharjeel Awan è stato contestato anche il sequestro di persona a scopo di estorsione.

Queste le nuove accuse che, a processo in corso, i pubblici ministeri Chiara Benfante e Stefano Strino, hanno ipotizzato a carico dei tre.

Il primo episodio, riferito alla rapina, ha avuto per obiettivo un giovane di nazionalità pakistana, come gli imputati, che sarebbe stato picchiato per prendergli soldi. Lo avrebbero preso a pugni fino a quando il malcapitato ha consegnato loro i quattrini che aveva in tasca. L’azione è stata messa a segno a Sommatino nel marzo del 2020.

Per quanto riguarda il sequestro di persona, ricondotto ora anche ad Awan, sarebbe stato consumato tre anni fa esatti. Quando un gruppo di pakistani, sotto la minaccia di un coltello, avrebbe sequestrato un connazionale rinchiudendolo nell’abitazione di una donna – anche lei a giudizio – e lo avrebbe picchiato per convincerlo a chiamare il fratello, in Patria, pere chiedere un riscatto di tremila euro per il rilascio.

Nei confronti dei dieci imputati, completano il quadro Giada Giarratana, Ali Imran, Bilal Ahmed,  Muhammad Mehdi , Nawaz Muhammad,  Sehzad Khuram e  Shujaat Ali – difesi dagli avvocati Massimiliano Bellini, Giovanni Di Giovanni, Diego Giarratana, Riccardo Contardi Gaetano Giunta ed Evira Samuela Gravagna – sono costituiti parti civili  – assistiti dagli avvocati Adriana Vella, Monia Giambarresi, Maria Ricotta, Jennifer Guarino, Graziano Baglio, Lia Minacapelli, Marco Lomonaco, Sara Sammartino, Stefania Giambra e Giuseppe Orlando – la famiglia Siddique, braccianti sfruttati dai “caporali”, Comune, Cgil,  «I Girasoli» di Milena Mo.Vi. e associazione Proxima.

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