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Dopo 40 anni lascia l’estintore, in pensione il capo reparto dei vigili del fuoco Giuseppe Licata

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Mussomeli – Se Casteltermini è il suo paese d’origine, Mussomeli -senza dubbio alcuno- è quello che, subito dopo, gli è entrato nel cuore. Giuseppe Licata, una carriera iniziata nel 1981 con il servizio di leva come Vigile del Fuoco nel corpo nazionale e dal 1° marzo in pensione dopo 40 lunghi anni di onorato servizio. Prima a Roma Capannelle per la formazione e subito dopo a Taranto, passando anche per Agrigento e Lampedusa, viene assunto come permanente nel 1986, realizzando così quello che è il sogno di ogni ausiliare. Si riprende in qualche modo la trafila della “gavetta” ma, dopo qualche anno maturato al Distaccamento di Augusta porto, l’anzianità raggiunta lo riporta vicino casa… a Mussomeli appunto. Paese che lascerà solo per brevi periodi in funzione degli avanzamenti di carriera e dove nel 2018 raggiunge l’apice della carriera col titolo di Capo Reparto. Terra di adozione, Mussomeli, ma anche quella dove ha coltivato la sua seconda famiglia, perchè di questo si tratta. Rapporti non dissimili da quelli familiari sono proprio quelli che si instaurano all’interno delle mura di una caserma. Dove si impara a difendere e proteggere i propri compagni ancora prima di se stessi. Ora per Giuseppe arriva il tempo del meritato riposo lavorativo. Insieme a lui, durante l’anno in corso, ben 5 Capi Reparto andranno in pensione a Mussomeli, fatto questo che segnerà un vero e prorio cambio di rotta ai vertici locali. Un turnover che rappresenterà anche un cambio generazionale. “Persona attenta ed interessata, ha seguito l’evolversi delle varie attività del Corpo, con cura, dedizione e precisione scrupolose, contribuendo in maniera professionale e personale al buon funzionamento del Distaccamento. Ha avuto passione per il proprio lavoro unitamente al desiderio di crescere e migliorarsi senza tuttavia rinunciare ai momenti di sana spensieratezza condivisi con i colleghi”. Così lo ricordano i colleghi che oggi dedicano questi loro pensieri a chi li ha guidati in tanti anni di servizio. E, nell’esprimere gratitudine, augurano al compagno di camerata la tanto agognata serenità che dovrebbe essere propria di questa fase della vita seppur nella consapevolezza che ne avvertiranno la mancanza.

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