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Droga in arrivo dall’estero, condannato boss legato a «Piddu» Madonia e suoi fiancheggiatori  

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Caltanissetta – In ghiaccio sei condanne per un traffico di droga lungo l’asse Germania-Sicilia. L’ultimo grado del giudizio, con il rigetto dei ricorsi da parte della Cassazione, ha reso definitivi i pronunciamenti di colpevolezza emessi dalla corte d’Appello di Caltanissetta.

Pene blindate, a cominciare dai vent’anni di carcere al sessantaduenne boss Salvatore Rinzivillo – battezzato dai due fratelli ergastolani a nuova guida del clan – ritenuto legato al capomafia di Vallelunga, Giuseppe «Piddu» Madonia.

Seguono, secondo un ordine per entità della pena, Ivano Martorana con diciotto anni e suo zio, Paolo La Rosa con undici anni. Sono nove ciascuno, invece, gli anni di reclusione per i fratelli Nicola e Salvatore Gueli e, chiude il quadro ,  Mario Cassaro con quattro anni. Tutti e sei, dal primo grado, hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato beneficiando in tal modo dello sconto di un terzo sul totale della pena, così come previsto dal rito alternativo.

L’inchiesta che li ha coinvolti, curata allora dalla guardia di finanza, è incentrata su una grossa movimentazione di stupefacenti che, sotto l’ala di Cosa nostra – così hanno ipotizzato gli inquirenti – sarebbero finiti nel Nisseno. Il blitz è scattato quattro anni fa come prosecuzione di una precedente operazione della polizia.

E, secondo lo spaccato tracciato dall’accusa, la sostanza sarebbe stata acquistata in Germania attraverso referenti siciliani che vivevano lì. Attraverso più canali, passando da Roma, sarebbe poi arrivata nelle mani del clan, anche se per qualcuno degli imputati è stato poi escluso il legame con Cosa nostra.

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