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Faida e omicidi, moglie di una delle vittime tira fuori il marito dal contesto mafioso    

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Caltanissetta – Lo ha tirato totalmente fuori da quel contesto mafioso in cui, per l’accusa,  s’inserirebbe il delitto del marito. Indicandolo come «gran lavoratore e amico di tutti». Come dire, nulla a che vedere con quella guerra di mafia attorno a cui ruoto il processo legato alla maxi inchiesta «De Reditu».

Così la moglie del riesino Angelo Lauria freddato dai killer il 14 marzo di ventinove anni addietro. Sarebbe stato ucciso – secondo la ricostruzione degli inquirenti – perché ritenuto vicino ai boss della Stidda, Calogero e Salvatore Riggio, acerrimi nemici del clan Cammarata di Riesi legato a Cosa nostra. L’omicidio Lauria è uno degli agguati andati a segno e delle tre fallite imboscate che sono al centro di questa tranche processuale. Non l’unica che ha preso vita da questa indagine dei carabinieri sotto il coordinamento della Dda di Caltanissetta.

Sono alla sbarra i boss di Cosa nostra Pino, Francesco e Vincenzo Cammarata, Salvatore Siciliano indicato a capo della famiglia mafiosa di Mazzarino, Orazio Buonprincipio, Gaetano Cammarata, Salvatore Salamone , Franco Bellia e Giovanni Tararà  – difesi dagli avvocati Carmelo Terranova, Vincenzo Vitello, Ernesto Brivido, Danilo Tipo, Davide Anzalone, Adriana Vella e Isabella Costa – tirati in ballo, a vario titolo, per una catena di delitti ed i tentati omicidi consumati a Riesi e Mazzarino tra il ’92 e il settembre  del 1998.

Nei loro confronti – assistiti dagli avvocati Annalisa Petitto, Boris Pastorello, Walter Tesauro, Maria Giambra, Anna Maria Sardella, Paolo Testa, Giovanni Vetri, Antonio Gagliano e Vincenzo Salerno – sono parti civili il Comune di Riesi ed i  familiari delle vittime.

Altri sette imputati sono attualmente sotto processo per rispondere, a vario titolo, di mafia, estorsioni, droga e armi. E altri diciannove ancora sono in appello, con il rito abbreviato, perché accusati, con un distinguo tra le posizioni, di omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa, estorsione, associazione finalizzata allo spaccio, smercio di stupefacenti e detenzione abusiva di armi.

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