Caltanissetta – Sarà una super perizia a fare chiarezza sulle cause di una morte bianca. Quella che otto anni fa ha stroncato la vita di un operaio a poca distanza dalla centrale termoelettrica allo stabilimento Eni di Gela.
A disporre il nuovo esame peritale, che dovrà rispondere a più quesiti, è stato il giudice in relazione al decesso di un operaio, l’allora cinquantaquattrenne Antonio Vizzini morto il primo aprile del 2014.
Le consulenze di parte diametralmente contro emerse fin qui in dibattimento, hanno indotto il giudice ha nominare un proprio esperto per fare chiarezza. Non pochi i coni d’ombra che sarebbero emersi tra le pieghe degli esami da parte dei consulenti di parte. E il nuovo atto dovrebbe contribuire a stabilire la verità.
Sotto accusa, per questa ennesima tragedia del lavoro, vi sono otto imputati tutti chiamati a rispondere di omicidio colposo.
Capo d’imputazione che pende su Angelo Vergati, Orazio Fidone, Antonio Bennici, Stefano Lo Coco, Domenico Lorefice, Giovanni Nunnari, Giuseppe Antonuccio e Leandro Lorefice. Mentre una società assicurativa è stata citata nella veste di responsabile civile.
L’operaio lavorava per conto della società «Lorefice e Ponzio» quando è stato investito da una grù in movimento manovrata da un suo collega
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