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Il farmacista Lunetta: “Dove sono le mascherine? Noi esposti, ma garantiamo il servizio”

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CASTELTERMINI – Un piccolo paese della provincia agrigentina due farmacie gestite dal Dottore Nicola Lunetta, molto conosciuto nella vicina Mussomeli dove è stato consigliere comunale e ha casa e proprietà. “Lavoriamo in una condizione difficile garantendo un servizio pubblico essenziale, pur in evidenti condizioni di rischio. Certamente se i medici e gli infermieri sono la trincea della lotta al Coronavirus, noi farmacisti siamo schierati in prima linea. Tutti i pazienti con prima sintomatologia – raffreddore, tosse, bronchite – si presentano in farmacia. Mi trovo in una situazione surreale, la Domenica anche i supermercati sono chiusi e l’unica struttura aperta è la farmacia: Si presentano persone spesso senza mascherina che ancora prendono la situazione con troppa superficialità. Abbiamo fatto istallare un vetro che ci separa dall’utenza, ma a parte l’iniziativa personale, devo denunciare uno stato di completo abbandono da parte del sistema sanitario nazionale e dall’ASP di competenza, nessuno mi ha dotato di mascherina od altri dispositivi di sicurezza. Ho solo una mascherina che sono riuscito a procurarmi ma non si riesce a trovarne altre ne per me né per l’utenza. Così come mancano guanti, disinfettanti ed alcol. Mi sono rivolto ad un’azienda del nord la quale mi ha riferito che tutta la produzione è bloccata dalla Protezione Civile per il personale medico ed infermieristico, ma se quest’ultimi si lamentano della mancanza di materiale protettivo dove sono queste mascherine? E’ tutto il sistema di prevenzione messo in atto dallo Stato ad essere un fallimento, dopo il decreto di Conte che dichiarò tutta l’Italia zona rossa, com’è stato possibile che tante persone sono scese dal nord al sud prendendo aerei, treni e la macchina, dove sono stati i controlli? La gente si sacrificava a stare isolata a casa e orde di gente, priva di un minimo di intelletto, invadevano le regioni meridionali di origine, mettendo a rischio la salute persino dei loro stessi familiari. La situazione non è bella, a tutto questo si palesa un evidente pericolo da episodi di violenza che si possono acuire in seguito alla necessità delle persone che, prive del lavoro o comunque di una fonte di reddito, devono pur mangiare o comunque provvedere alle necessità della famiglia e pagare le bollette. Temo di questi episodi e mi sono rivolto ai carabinieri affinché possano assistermi durante la chiusura o comunque facendo sentire la loro presenza durante l’orario in cui la farmacia è aperta essendo, ripeto, l’unica struttura aperta nel periodo domenicale. Comincio a temere per me stesso, mi preoccupa questa situazione esplosiva che va prevenuta prima che possa fare danni veramente seri. La gente ha bisogno di essere aiutata e lo stato deve intervenire creando tutti quegli ammortizzatori sociali per le persone che per un motivo o per l’altro, non percepiscono o comunque non creano più reddito”.

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