Home Cronaca Il Gruppo Consiliare “L’Altra Villalba” rimanda l'”alunna” sindaca Immordino

Il Gruppo Consiliare “L’Altra Villalba” rimanda l'”alunna” sindaca Immordino

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VILLALBA – Il Gruppo Consiliare  “L’Altra Villalba” illustra la sua posizione emersa nell’ultima seduta consiliare  ed entra nel merito dei punti all’ordine del giorno che sono stati discussi.  « Ritenendoli utili e positivi per la collettività ha espresso parere favorevole al progetto definitivo per la realizzazione dell’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina; all’istituzione del catasto incendi nel territorio di Villalba; infine, sul regolamento baratto amministrativo. Per quanto riguarda il baratto amministrativo, spiega, si tratta di uno strumento di aiuto per coloro che, trovandosi in condizioni di temporanea difficoltà economica, utilizzando tale strumento potranno onorare il loro debito riguardante i tributi comunali “barattando”, la somma dovuta con un’attività lavorativa a favore della collettività. Naturalmente, pur riconoscendo l’utilità del regolamento, il Gruppo Consiliare “L’Altra Villalba” ha sottolineato la necessità di utilizzare questo strumento con estrema attenzione e cautela perché, comunque, trattasi di somme che non verranno incassate e quindi si tradurranno in minori entrate per il bilancio comunale. Punto saliente della discussione è stata la variazione di bilancio per euro 29.542, 97 al fine di approvare e, conseguentemente, saldare una transazione con la Banca Farmafactoring S.p.A.  per fatture di fornitura energia elettrica che non sono state pagate o sono state parzialmente pagate. Le suddette fatture (per la precisione 75) coprono un arco temporale che va dal 2011 al 2015 e nei dieci anni di amministrazione Plumeri nella quale erano presenti, in ruoli diversi, parte degli attuali  amministratori, questo “piccolo” problema sembra essere sfuggito all’attenzione  e così, dall’iniziale debito di euro 16.822,21 si è arrivati, tra interessi maturati, spese legali e altro, all’attuale considerevole cifra di euro 29.542,97 che adesso si chiede di riconoscere come debito fuori bilancio al fine di chiudere la transazione, andando a togliere fondi dai seguenti fondamentali capitoli: Manutenzione vie strade e marciapiede; manutenzione esterna di strade; contratto di energia pubblica e capitolo Bevai comunali che viene azzerato. Quello che gli esponenti del Gruppo Consiliare “L’Altra Villalba” si chiedono è come ciò sia stato possibile.  E ’ovvio che i debiti accertati devono essere pagati, ma arrivare al 2022 per sanare questa situazione per la quale non hanno ricevuto risposte in grado di far chiarezza alle loro domande, di dare esito ai loro perché, non li ha messo in condizione di capire e ricostruire i fatti.  Di fronte alle legittime perplessità su come ciò sia stato possibile la risposta data è che la responsabilità è soltanto tecnica, quindi da imputare agli uffici competenti perché, testuali parole del sindaco: “il Sindaco ha talmente tante cose da fare che non può certo andare a vedere se l’ufficio ha pagato le bollette”.  Al di là del fatto che in aula con c’era nessun rappresentante degli uffici competenti che potesse dire la sua in merito alla responsabilità dei fatti, gli esponenti di” L’Altra Villalba” ricordano al sindaco che esiste anche una responsabilità politica di chi amministra e che scaricare su altri e fin troppo facile, soprattutto in assenza della controparte. In ragione di quanto denunciato, hanno espresso in merito un voto contrario, proprio perché ci sono delle responsabilità politiche che ritengono di non condividere per la poca chiarezza dei fatti.  La documentazione sarà trasmessa alla Corte dei Conti che accerterà eventuali danni erariali per l’Ente Comune, cioè per tutta la comunità, considerato che si sborseranno euro 12.720,76 in più. Infine, in seguito all’esposizione del sindaco della relazione annuale sull’attività dell’amministrazione, sul fatto che, pur dovendo gestire una situazione difficile a causa della pandemia, tutto è stato fatto bene e tutti gli amministratori comunali sono bravi e quindi si può essere soddisfatti, il Gruppo esprime le proprie riserve. Non si riconosce nel paese idilliaco descritto. Si è sentito dire che tante cose sono state fatte, tanti progetti sono in attesa di finanziamento, tanti altri sono previsti e, sicuramente, prima della scadenza del mandato tutto il programma dell’amministrazione sarà realizzato. Pur comprendendo che tanti dei problemi non sono nati nell’ultimo anno ma sono il frutto della passata amministrazione ( di cui peraltro il Sindaco era assessore), e pur ritenendo che sia  importante avere grandi progetti e prospettive per il futuro, dicono e fanno rilevare   che nel presente manca la cura del quotidiano, la manutenzione delle strade del paese che sono ricoperte di buche, la pulizia di tanti angoli del paese dimenticati e quando il consigliere Favata ha sottolineato che manca il rispetto delle regole,  che sono fondamentali per una ordinata, serena e civile convivenza, l’accusa del Sindaco è stata di volere uno “Stato di polizia”.  A questo punto, si è fatto presente al Sindaco che, tra i due estremi dello stato di polizia e l’anarchia, esiste quello in cui viviamo che si chiama Stato di diritto che riconosce e garantisce i diritti dei cittadini ma prevede anche dei doveri che tutti, cittadini e istituzioni, devono osservare, perché nessuno è al di sopra della legge. Il rispetto delle regole non è una libera scelta del Sindaco pro tempore ma un preciso dovere e responsabilità da parte di chi indossa la fascia tricolore per rappresentare lo Stato sul territorio. Per quanto esposto, i consiglieri ritengono che il giudizio sul primo anno di amministrazione non può essere positivo e, usando un metro scolastico, “l’alunno viene rimandato con sospensione del giudizio”. Restano in attesa dei risultati. Con la sicurezza che alla fine saranno i cittadini, valutando i fatti, ad esprimere i loro sovrano giudizio ».

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