Home Cronaca «La banda dei furti», chi ammette e chi tace

«La banda dei furti», chi ammette e chi tace

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Caltanissetta – Da chi s’è difeso ma ammettendo, a chi preferisce fare scena muta. Sono state le differenti strategie difensive dei presunti componenti la banda specializzata in furti. La stessa arrestato nei giorni scorsi dalla polizia su ordinanza di custodia cautelare a firma del gip di Caltanissetta, David Salvucci.

Non ha negato le sue responsabilità il ventiquattrenne nisseno Alessio Pio Raul Naselli – difeso dall’avvocato Massimiliano Bellini – tirato in ballo per il furto di pluviali in rame dall’abbazia di Santo Spirito oltre che per ricettazione di refurtiva.

E a lui, su richiesta della difesa, il giudice ha concesso la scarcerazione. Già ha lasciato la cella del Malaspina per andare ai domiciliari.

Stesso provvedimento, la concessione dei domiciliari, è stato emesso a beneficio del ventisettenne Mattia Dario Castore – assistito dall’avvocato Francesco Augello – accusato di avere svaligiato la gettoniera di un distributore di bevande e snack all’istituto musicale Bellini di Caltanissetta e, da lì, avrebbe portato via pure un’arpa celtica.

Le loro responsabilità le hanno ammesse anche altri tre indagati. Sono il ventunenne Salvatore Giannone, la trentaduenne Marcela Cirincione e il trentatreenne Salvatore Samparisi – assistiti dagli avvocati Maria Francesca Assennato, Giacomo Butera e Salvatore Alfano – tutti e tre accusati di alcuni furti.

È la via del silenzio che, invece, hanno scelto il quarantenne Giuseppe Lombardo e la trentaquattrenne Daiana Fiandaca – assistiti dalle avvocatesse Vanessa Di Gloria e Maria Francesca Assennato – il primo accusato di ricettazione, l’altra di favoreggiamento in relazione a un furto.

Nel mirino della banda, secondo la tesi accusatoria, sarebbero finiti lo stesso istituto musicale Bellini, case, auto, un magazzino e una chiesa.

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