Home Cronaca La generosità di un mecenate mussomelese libera il castello dall’ecomostro

La generosità di un mecenate mussomelese libera il castello dall’ecomostro

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Mussomeli – Ci sono voluti quarant’anni ma alla fine ce l’ha fatta, Sebastiano Misuraca, noto imprenditore mussomelese, a realizzare un sogno, ossia abbattere l’orrenda costruzione che offusca la bellezza del nostro castello. E per fare ciò ha dovuto comprare l’edificio semplicemente per abbatterlo.  Un sogno che, visto le lodi ricevute in ogni ambito della cittadinanza, non è solo il suo ma quello di una comunità tutta che ha dovuto sopportare gli effetti dello scempio edilizio degli anni passati. Impensabile però nell’immaginario collettivo dei cittadini di Mussomeli che quella “orribile”casa ai piedi del castello che ne deturpava la vista sarebbe stata demolita, tanto ormai erano abituati alla sua scomoda presenza. E ancora più impensabile che questo avvenisse per iniziativa di un privato cittadino. Ma qualche volta accade, e per fortuna sono sempre più frequenti, i “doni” che un privato fa alla sua comunità. L’imprenditore Sebastiano Misuraca ha già dato prova di  sensibilità e attaccamento al territorio mettendo a disposizione i propri locali per qualsivoglia attività culturale che al proprio interno si voglia svolgere. Ma di questa nuova encomiabile iniziativa, davvero non aveva dato sentore, agendo nella più totale riservatezza. Unici suoi interlocutori il sindaco Catania e  Gigi Mancuso, ingegnere e caro amico del mecenate, il cui ruolo è stato pressocchè decisivo nel superare gli impedimenti burocratici che insistevano sull’abbattimento. L’input al nobile gesto del sig. Misuraca è stato dato da una passeggiata domenicale, fatta insieme ai suoi nipoti, nella zona. In quella mattina il confronto da cittadino siciliano con dei turisti tedeschi scesi da un pulmann  che hanno deridevano il nostro paesaggio urbano ha fatto maturare l’idea che fosse necessario fare qualcosa, agire. Una casa accatastata ma non sanata, un cavillo di non facile soluzione che ne impediva l’acquisto ma i precedenti proprietari ne hanno autorizzato l’abbattimento prima dell’acquisto con assegno a garanzia. Poche ore sono state sufficienti a rendere effettivo un desiderio collettivo promosso negli anni, tanti per la verità, dagli spiriti più sensibili, primo fra tutti, il noto artista Peppe Piccica che a questa costruzione ha dedicato i suoi primi scatti, come fossero dei primi passi, proprio a dimostrazione della corrotta politica urbanistica di cui ancora paghiamo le conseguenze. E che dei suoi progetti riguardanti la zona attorno al castello ne ha fatto una questione personale.

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