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La Legione Carabinieri Sicilia onora e dà l’ultimo saluto militare al tenente colonnello Teresa Catania

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Mussomeli – Le più alte cariche dell’Arma dei Carabinieri per l’estremo saluto al tenente colonnello Maria Teresa Catania. “Oggi non diciamo addio a Maria Teresa ma arrivederci…” Queste le parole del cappellano militare don Salvatore Falzone che ha officiato, insieme a padre Liborio Franzù e al diacono Pierenzo Costanzo, la celebrazione dei funerali di Maria Teresa Catania, svoltisi oggi presso la parrocchia di Cristo Re, alla presenza del Sommo Comandante Generale della Legione Carabinieri Sicilia, Rosario Castello. Parole semplici, quelle di don Salvatore ma che hanno toccato le giuste corde e hanno fatto da consolatoria cornice alla commozione di quanti -presenti- hanno voluto rendere omaggio a Maria Teresa. Una chiesa gremita per la partecipazione di una folla di amici e parenti, nonchè delle più alte cariche di quella che don Salvatore ha definito “l’altra famiglia” di Maria Teresa -l’Arma dei Carabinieri- tutti stretti attorno al feretro, chiusi in un dolore composto, epilogo muto dello strazio che li ha sopraffatti. “Tutti addolorati” ha continuato don Salvatore, con accorata partecipazione, “presenti e assenti” i Carabinieri tutti, con ringraziamento particolare al Comandante Castello, al Generale di Corpo d’armata dei Carabinieri Forestali della Calabria, Colonnello Giorgio Maria Borrelli, al Comandante provinciale di Caltanissetta, Colonnello Vincenzo Pascale, al Comandante della Compagnia  di Mussomeli, Giuseppe Tomaselli, ai carabinieri di ogni ordine e grado. “A poco servono le parole in un momento difficile, anche per me” ma sopra ad ogni tormento la certezza -tutta cristiana- che “i valori non verranno seppelliti, in quel luogo -il cimitero- che, per noi cristiani, è il luogo del riposo”. Un pensiero forte non poteva certo mancare per lei, la piccola Giulia, 10 anni, stretta accanto al papà, attorno al feretro. “Un cordone ombelicale che oggi si recide per la seconda volta” e una mamma che -come Maria- piange in silenzio una figlia. Quale destino più innaturale! Assurge quasi a metafora di una vita quel riconoscersi come “votata” a Santa Teresa d’Avila, la santa del dolore. Un dolore che in Maria Teresa si è fatto catarsi e preludio alla vita eterna. “Lì, al cospetto della virgo fidelis, patrona dell’Arma, dobbiamo invocare Maria Teresa che interceda per noi”. E ricorda, don Salvatore, di quando chiamò Maria Teresa per gli auguri di buon onomastico, nella ricorrenza di Santa Teresa del Bambino Gesù, e lei precisò la sua appartenenza all’altra Teresa. Un rapporto epistolare li ha accompagnati durante l’esistenza terrena che, all’interno della chiesa di Cristo Re, oggi ha dato i suoi frutti, gli affetti che ha generato e che non se ne vanno. Il lapidario “Non finisce qui”, esortazione e monito di tutta una vita. Quandanche l’orologio inesatto del tempo restituisce le consonanze al freddo. Perchè non prolungare un passo che credevamo destino, perchè non proseguire la corsa verso l’ostinato progetto? In quella giostra colorata di suoni dove -sopra ogni cosa- brillano gli occhi di Giulia che -altro non sono poi- che gli occhi della mamma. E di cui siamo certi, non la perderanno mai di vista, a dispetto di un destino beffardo. Anche il Capitano dei Carabinieri di Mussomeli ieri ha raggiunto i familiari di Maria Teresa per far sentire la sua vicinanza e il profondo dolore che “ha scosso Mussomeli e l’Arma per una perdita così grave. Moglie, mamma e donna caparbia e volitiva” così la ricorda il Capitano Tomaselli alla quale si sentiva e si sente -tuttora- legato anche da un rapporto strettamente anagrafico. “Che Maria Teresa sia stata grande anche all’interno dell’Arma, lo testimonia il fatto che a renderle omaggio è stata la più alta carica regionale dei Carabinieri”. All’uscita del feretro dalla chiesa è nato un saluto militare spontaneo, nonostante non fosse stato previsto il picchetto d’onore. Il lungo applauso all’esterno, col carro funebre ancora aperto, ha concluso la cerimonia. In chiesa il cordoglio dei militari ai familiari.

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