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“La Regione scarica tutto l’amianto nelle miniere del nisseno”. La denuncia delle associazioni

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Milena –  “Il governo Musumeci ha voluto fare un bel regalo di Natale ai cittadini del nord della provincia di Caltanissetta: tutto l’amianto della regione Sicilia a Bosco, a Milena, a Pasquasia e a Biancavilla”.

Lo affermano in una nota cittadini di Milena, Collettivo Letizia, Meetup di San Cataldo 5 Stelle, No Serradifalco, WWF Sicilia centrale e Angelo La Rosa che protestano contro la decisione del 22 dicembre, di confermare il Piano regionale per l’amianto, da lungo contestato, per diversi motivi, dalle organizzazioni citate, oltre che dai Sindaci dei territori interessati.

Nella giornata di martedì, in commissione regionale, il provvedimento è passato con il voto dei partiti della maggioranza del governo Musumeci, contrari il M5S e il PD.

“ È stato un brutto momento di democrazia – commenta Gianfranco Cammarata, del Collettivo Letizia – Non si è tenuto in alcun conto quanto prodotto dalle realtà locali e si è quasi irrisa la presenza in webinar dei Sindaci dei territori interessati. Una decisione già presa, con protervia, e in totale disprezzo persino delle questioni tecniche sollevate dalle organizzazioni scriventi.”

Ancor più mortificata ne risulta la comunità di Milena, già alle prese con  il pesante attacco pandemico, la quale si era vista tranquillizzata da dichiarazioni, rivelatesi poi irreali, che sembravano averla esclusa dai 4 siti previsti e che, invece, nel piano viene riconfermata.

“ Ricorreremo al TAR contro il decreto – afferma Marcello Palermo di No Serradifalko – perché foriero di gravi danni alle nostre popolazioni, come se fossimo cittadini di serie B.”

“ Hanno scelto senza dare alcuna spiegazione, – dichiara Adriano Bella, del Meetup San Cataldo 5 Stelle – forse perché non hanno  alcuna spiegazione da dare, tranne insostenibili questioni che ci è venuto semplice smontare.”

“ Un Piano tecnicamente improponibile,- dichiara il geologo Angelo LA Rosa –  che cozza con le più elementari nozioni geologiche, sulla base degli studi si qui condotti e che, per altro, sono assolutamente datati.”

Le organizzazioni citate chiedono ai Sindaci della provincia di Caltanissetta e ai commissari straordinari di San Cataldo di assumere una unanime posizione di condanna del Piano approvato in commissione e di adire tutte le vie legali per tutelare i bisogni di salute delle popolazioni della provincia di Caltanissetta.

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