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“Parlano del ponte di Messina ma nel nisseno si rischia la vita per percorrere le trazzere. Dai nostri politicanti solo passerelle”. La denuncia di Natalino Piazza

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MUSSOMELI – La viabilità stradale del Vallone, la SP 38,  da e per il capoluogo nisseno, è inutile negarlo, rappresenta per tanti autisti la disperazione e l’impotenza di cittadini che vivono queste stato di cose con rassegnazione atavica. E questo nonostante le numerose proteste, del  “Comitato Cittadino per la Viabilità negata” ad esempio, o le periodiche denunce attraverso i social degli utenti della strada provinciale che accusano la politica di non dare risposte serie e concrete, disinteressandosi delle aspettative di una popolazione che subisce e spesso paga sulla propria pelle l’esistenza di strade che nel 2022 sono più trazzere che vere e proprie strade. Proprio su facebook il post di Natalino Piazza, CPS Infermiere di Mussomeli di 48 anni, che con una foto eloquente  mette in bella mostra il danno subito a causa di una buca al cerchione e ruota della sua auto, una BMV serie 1 di colore nero, percorrendo la provinciale per recarsi al lavoro ed andare a prestare servizio incentivante di 118. “Il mio grazie, dice Natalino, va a chi ha favorito che ancora nel 2022 dobbiamo viaggiare su queste mulattiere e si ha pure il coraggio di parlare del ponte di Messina”. Prosegue, stanco di questa situazione indegna che certamente non fa onore ad una classe politica che in tutti questi anni non è stata in grado di dare una sterzata e risolvere il problema, ricordando altre strade del Vallone che fanno pena: “La strada Mussomeli – Acquaviva a pochi mesi dalla consegna, dopo una barca di soldi, già con delle toppe; poi Mussomeli-Villalba, a pochi giorni dal rifacimento, già in molti punti rovinata, tutta sconnessa con sali e scendi e in un punto preciso, vicino la centrale elettrica, si nota la rete che affiora dal tappetino di asfalto”.
E, giustamente, si chiede: “Ma chi controlla i lavori?”. Raggiunto telefonicamente, Natalino Piazza non si reputa fiducioso che le cose possano cambiare e alla domanda se ritenga che la politica possa riuscire a capire che così non si può continuare, altrimenti questi territori sono destinati ad una morte annunciata oltre che scontata, risponde laconico: “La politica si fa vedere solo durante il periodo elettorale non risparmiandosi in passarelle che sono più immagine che risoluzione di problemi. Credo di vivere nella regione più bella del mondo, abbiamo tutto quello che si possa desiderare come clima, arte, cultura e storia
ma, purtroppo, abbiamo avuto da sempre la peggiore classe politica che si è sempre disinteressata del bene comune”. Insomma, passano gli anni, ma il Vallone non cambia regia e continua ad essere un lembo di provincia che soffre di un isolamento asfissiante, da sempre abbandonato al suo destino. Addirittura bastano due gocce d’acqua e percorrere la Mussomeli-Caltanissetta diventa veramente un rischio per tanti concittadini che ogni giorno a bordo delle loro automobili, per ragioni di lavoro, fanno avanti ed indietro per raggiungere e tornare dal capoluogo. La mancata manutenzione ordinaria e la non regolamentazione
delle acque piovane fa si che i terreni straripino sul manto stradale e fiumi di fango invadano la strada provinciale, ed allora ogni volta gli oltre 40 km di strada che separano Mussomeli da Caltanissetta vengono percorsi col cuore in gola, lungo curve che sembrano non finire mai, tornanti, buchi e avvallamenti vari, dissesti un pò qua e un pò là, a cui bisogna anche aggiungere, giusto per non farci mancare niente, l’assenza di carreggiate e di illuminazione, sperando come recita nel suo post Natalino: “Si ti va bona arrivi vivu”. Benché la criticità che domina la zona sia stata portata all’attenzione della Regione e del governo nazionale da cittadini e istituzioni, a oggi nulla è cambiato e le condizioni già precarie, vengono ulteriormente aggravate col maltempo. La mancanza di collegamenti veri o comunque impraticabili rende l’economia di questa zona la più disagiata d’Italia ponendo il Vallone e i suoi abitanti in posizione d’estrema marginalità rispetto alle città e aree metropolitane. E’ sotto gli occhi di tutti che una politica miope ha creato questo stato di cose fino alla lenta ed agonizzante morte di queste aree interne.

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