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«Per quel progetto m’indicò a chi affidarlo», la “verità” ai magistrati di un dirigente comunale

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Santa Caterina – «Per il progetto legato ai lavori al campo sportivo il sindaco mi disse che avrebbe gradito affidare l’incarico

all’architetto Messina». È un passaggio dell’audizione del capo dell’’ufficio tecnico del Comune di Santa Caterina sentito durante l’incidente probatorio chiesto dalla difesa per l’inchiesta sui presunti appalti comunali pilotati  a Santa Caterina.

«Con lui v’erano rapporti tesi, mi metteva quasi in soggezione.. mi rimproverava in pubblico e ogni volta che c’incontravamo era uno scontro», ha aggiunto Michele Dell’Uomini – assistito dall’avvocatessa Valentina Fiorenza – riferendosi sempre al sindaco durante le dichiarazioni rese dinanzi il gip Valentina Balbo.

A chiedere che fosse sentito in incidente probatorio è stato il legale, l’avvocato Giuseppe Dacquì, dell’ex sindaco di Santa Caterina, Antonio Fiaccato, la presidente uscente del consiglio comunale Cristina Rizza, il padre, Calogero Rizza pure lui in passato amministratore comunale le e Gaetano Alfonso Ippolito a capo della «Litos progetti srl».

Sono tra gli amministratori, dirigenti pubblici, imprenditori e professionisti – difesi dagli avvocati Alberto Fiore, Ernesto Brivido, Dino Milazzo, Giacomo Butera, , Davide Schillaci, Walter Tesauro, Daniele Osnato, Salvatore Falzone e Umberto Ilardo-  finiti al centro dell’inchiesta di carabinieri e guardia di finanza ribattezzata  «Cerbero due»

A loro carico, a vario  titolo, la procura ha contestato le ipotesi di associazione a delinquere, concussione, corruzione, turbata libertà

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