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Pretendeva soldi per mantenere detenuti in carcere, i carabinieri lo arrestano per estorsione

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Pretendeva quattrini da un imprenditore per il mantenimento dei detenuti in carcere. In totale 23 mila euro. È stato preso  dai carabinieri dopo avere incassato, secondo la tesi accusatoria, una prima tranche di 3 mila euro. Così è finito in carcere il cinquansettenne Giuseppe Dell’Asta – assistito dall’avvocato Dino Milazzo – con l’accusa di estorsione aggravata dai metodi mafiosi. Lui che in passato è stato già stato indagato per associazione mafiosa. È a un imprenditore edile nisseno, che voleva spillare soldi per mantenere detenuti in carcere. Con lui, dopo un contatto telefonico, avrebbe avuto diversi incontri. E per convincerlo a pagare lo avrebbe anche minacciato con una frase del tipo «qualcuno si sarebbe arrabbiato» in caso contrario.E dopo più incontri, mentre nel frattempo i carabinieri stavano già intercettando conversazioni e i messaggi tra i due, alla fine sarebbe avvenuto il pagamento di una prima tranche di 3 mila euro. Che sarebbe stata solo una rata su un totale, richiesto di 23 mila euro. Avrebbe dovuto pagare il resto attraverso bonifici bancari, a favore dello stesso Dell’Asta, per prestazioni d’opera in realtà mai eseguite. Imponendogli pure cento euro in più per ogni giorno di ritardo su pagamenti pattuiti. L’imprenditore ha ammesso di essere stato estorto solo quando i carabinieri lo hanno messo davanti all’evidenza dei fatti. Dopo avere incassato i soldi, Dell’Asta è stato fermato, non a caso dai carabinieri. E aveva ancora in tasca poco più di 6 mila euro, tutti in banconote di 50 euro. In queste circostanze è scattato l’arresto che poi il gip David Salvucci ha convalidato disponendo la custodia cautelare in carcere. Lo stesso indagato, al momento della convalida, ha respinto le accuse.

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