Home Cronaca «Si finse amica e raggirò anziana», cadono le accuse per una impiegata

«Si finse amica e raggirò anziana», cadono le accuse per una impiegata

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Caltanissetta – Di tempo ne è trascorso troppo perché la giustizia possa fare il suo corso. E così, nel concreto, è arrivato il colpo di spugna al verdetto di colpevolezza che era stato emesso nei confronti di una ex dipendente comunale nissena accusata di essersi appropriata, con l’inganno, dei beni di una possidente.

Così nel processo a carico della sessantaquattrenne Vincenza Urso  – assistita dall’avvocato Giuseppe Dacquì – nei confronti della quale adesso la corte d’Appello di Caltanissetta presieduta da Maria Grazia Vagliasindi (consiglieri Alessandra Giunta e Sebastiano Fabio Di Giacomo Barbagallo – ha emesso un verdetto di non doversi procedere per prescrizione.

In primo grado era stata assolta perché «il fatto non sussiste» per l’ipotesi di circonvenzione d’incapace, ma era stata  condannata a un anno e 6 mesi per appropriazione indebita nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009 ed è stata dichiarata la prescrizione per la stessa ipotesi di reato dal 2006 al 2007. E per quest’ultimo periodo è stato poi dichiarato il non doversi procedere.

Ma ad ogni modo restano ferme le statuizioni in favore del fratello della benestante, Salvatore R. (assistito dall’avvocato Sonia Tramontana – nella veste di parte civile e per il quale resta fermo il diritto a un risarcimento dei danni.

Secondo quanto sostenuto dall’accusa l’imputata avrebbe conosciuto casualmente la benestante all’inizio degli anni duemila e avrebbe stretto amicizia con lei. Conquistata poco a poco la fiducia dell’anziana nissena, l’imputata sarebbe riuscita a farle firmare alcuni fogli in bianco e quelle firme sarebbero state utilizzate per avere accesso al conto corrente dal quale avrebbe prelevato somme per complessivi 200 mila euro fra il 2002 e il 2009

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