Home Cronaca Sparò con una pistola durante una lite, la Cassazione blinda la condanna 

Sparò con una pistola durante una lite, la Cassazione blinda la condanna 

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Caltanissetta – Il «no» della Cassazione ha reso definitiva la sentenza di condanna per la sparatoria all’esterno di una stazione di servizio. Che nell’ottobre di quattro anni fa avrebbe rischiato di trasformarsi in tragedia. Questa, almeno, è stata la tesi accusatoria nei confronti del solo coinvolto in questa burrascosa vicenda che è stato chiamato a rispondere di tentato omicidio.

È il trentottenne gelese Paolo Quinto Di Giacomo condannato sia in primo che in secondo grado per i colpi di pistola sparati nei confronti di due licatesi che, quella notte d’ottobre di quattro anni fa, avevano disturbato una comitiva importunando, tra gli altri, la sorella dello stesso Di Giacomo.

È stato a quel punto che lo stesso Di Giacomo si sarebbe presentato nel piazzale di quella stazione di servizio di viale Mattei. Tirando fuori una pistola, peraltro con matricola abrasa, avrebbe fatto fuoco contro i due licatesi.

Secondo l’accusa avrebbe sparato per uccidere, per la difesa no. A disarmarlo è stato un carabiniere con un operatore del soccorso sanitario. E alla fine Di Giacomo è stato tra gli undici arrestati per questa turbolenta vicenda , ma il solo a risponder di tentato omicidio.

In primo grado è stato condannato a otto anni di carcere al termine de giudizio con rito abbreviato. Poi, in appello, ha concordato la pena. E, dopo l’intesa trovata con la procura generale di Caltanissetta, la condanna è scesa a sei anni. Il rigetto della Suprema Corte l’ha resa definitiva.

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