Home Cronaca Spese pazze all’Ars, cadono le accuse per Rudy Maira

Spese pazze all’Ars, cadono le accuse per Rudy Maira

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Caltanissetta – Cadono le accuse mosse a carico dell’ex deputato regionale Rudy Maira. Tra i coinvolti nella maxi inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” all’Assemblea regionale Siciliana.

In primo grado era stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per peculato. Ora la prima sezione penale della corte d’Appello di Palermo presieduta da Adriana Piras (consiglieri Gianfranca Claudia Infantino e Riccardo Trombetta)  ha assolto Maira – assistito dall’avvocatessa Oriana Limuti –  allora Udc e Pid tra tutti i capi d’imputazione perché il fatto non sussiste ad eccezione di una sola spesa contestata, per un importo di 2 mila euro, che, però, è stata dichiarata prescritta. Così da dare un netto colpo di spugna al primo pronunciamento emesso nel luglio di tre anni fa dal tribunale di Palermo che, allora, lo ha riconosciuto colpevole.

A Maira i magistrati hanno contestato complessivamente spese, ritenute ingiustificate, per poco più di 82 mila euro. Ma alla fine il teorema accusatorio nei suoi confronti – come  chiesto dall’avvocatessa Limuti – non ha retto. «Erio certo di avere agito nel pieno rispetto della legalità» ha spiegato lo stesso Maira dopo la lettura del dispositivo da parte del presidente della corte d’appello del capoluogo isolano.

Assolti anche Giulia Adamo di Pdl, gruppo misto e Udc, a fronte dei 3 anni e mezzo in primo grado e Livio Marrocco Pdl e Futuro e libertà il solo assolto da tutte le imputazioni nel merito.

Sconto di pene per l’ex sindaco di Catania del Pdl Salvo Poglierse che, adesso, ha rimediato 2 anni e 3 mesi di reclusione contro i quattro anni e tre mesi in primo grado. L’attuale senatore di Fratelli d’Italia attraverso i suoi legali ha già preannunciato che ricorrerà in Cassazione impugnando il pronunciamento emesso in serata

Condanna ridotta anche per Cataldo Fiorenza, gruppo misto, che ne è uscito adesso con la pena a 2 anni e 2 mesi,  mentre il tribunale le luglio del 2020 gli aveva comminato tre anni e mesi perché accusato di avere effettuato spese non giustificate in supermercati e in farmacia e pure per l’acquisto di un barbecue.

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