Home Cronaca Truffe all’Inps con falsi braccianti. Scattano 65 condanne

Truffe all’Inps con falsi braccianti. Scattano 65 condanne

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Caltanissetta – Raffica di condanne per un piccolo esercito d’imputati finiti nella bufera per un sospetto giro di  truffe ai danni all’Inps. Più in dettaglio sono state 65 le affermazioni di colepvolezza sancite dal giudice e un solo assolto. Pronunciamento che va ad aggiungersi alle cinquantonove prescrizioni che erano già state decise prima nei confronti di altri.

Le pene più severe sono state inflitte ai due imputati che sono stati ritenuti il fulcro dell’intera vicenda.  Sono l’imprenditore quarantacinquenne di Riesi, Massimo Franco Maurici e il romeno ventinovenne, pure lui riesino d’adozione, Ciprian Corneanu – assistiti dagli avvocati Giacomo Vitello, Carmelo Terranova e Giovanni Maggio – i soli per i quali nel maggio di sei anni fa sono scatti provvedimenti restrittivi. Al primo sono stati inflitti 6 anni di carcere, al secondo 5 anni e 10 giorni per truffa aggravata all’Inps, tentata estorsione  – in relazione a una presunta richiesta di restituzione di un assegno di disoccupazione di 2 mila euro – e, ancora falsità ideologica e in scrittura privata.

Gli altri imputati sarebbero stati uno stuolo di compiacenti. Secondo l’accusa falsi braccianti. Di loro sono stati condannati a un anno Maurizio e Salvatore Barberi,  Giuseppe Brucculeri,  Anthony Calabrese,  Gaetano Arturo Campisi,  Sonia Chiara,  Giuseppina Coniglio,  Pierino Costantino,  Nunzio Cusenza,  Carmelina Di Buono,  Emanuele Di Girolamo,  Calogero Di Legami,  Francesco Di Termini,  Rocco Ficicchia,  Antonino Fiorenza,  Rosario Giambusso,  Vincenzo Guaia,  Borys Kobylyanskyy,  Luigi Lauria,  Gaetano Liperni,  Francesca Lo Coco,  Salvatore Margiotta,  Angela Nicotra,  Gaetano Piccadaci,  Francesco, Gaetana e Gaetano Pistone,  Claudia Podariu,  Enrico Puzzanghera,  Salvatore Scaffine,  Gaetano Sciarrino,  Francesco e Pasquale Sortino,  Giuseppe Spicuzza,  Maria Catena Valido,  Rosanna, Salvatore e Silvana Giuseppina Vasapolli,  Sarina Vanessa Vasta,  Antonella Nunziata Verdura,  Gaetano Giuseppe Vitale,  Salvatore Bilardi,  Angelo Bombara,  Ignazio Cardizzone,  Roberto Salvatore Chiantia,  Simona Collodoro,  Marian Cretu,  Gaetano e Rosario De Bilio,  Anna  Maria Fantauzza,  Salvatore Findaca,  Rocco Lo Stimolo,  Carlo Perotti,  Angelo Pistone,  Angelo Strano,  Anna Maria Usai,  Franca Valido Giuseppe Viola.

E di un anno e tre mesi, invece, la pena per  Marco Mercadante, Daniele Fantauzza, Rosario Spicuzza, Giuseppe Cammarata, Giuseppe Siculiana e  Giuseppe Anzaldi.

Unico assolto Vali Marioan Galvan perché «il fatto non costituisce reato».

Pure loro – assistiti dagli avvocati Antonio Impellizzeri, Adriana Vella, Mirko La Martina, Isabella Costa, Giada Faraci, Margherita Genco, Giovanni Sanfilippo, Sergio Anzaldi, Michele Ambra, Donatella Baglio Pantano, Salvatore Patrì, Angelo Cafà, Dario Giambarresi, Maria Campo, Mario Minnella e Marcello Spiaggia – rispondevano in concorso delle stesse ipotesi.

Tra le pieghe dellìoperazione ribattezzata «Sine die», è statpo ritenuto dagli inquirenti che  il sistema passerebbe per la società «Carosello 2010 società agricola semplice» che, secondo l’accusa, sarebbe stata intestata al romeno ma in realtà l’avrebbe gestita Maurici.

Ma è emerso che la stessa ditta non era nemmeno proprietaria di quei terreni  attraverso cui avrebbe garantito lavoro a 135 braccianti. Sono stati trovati dagli investigatori presunti contratti di locazione inesistenti attraverso cui la società sarebbe risultata proprietaria dei terreni.

Il giro di presunti imbrogli, secondo lo spaccato tracciato dall’avccusa, sarebbe racchiuso nell’arco temporale che va dal 2010 al 2014. È in questo lasso di tempo che sarebbero concentrati i presunti rapporti fantasma di lavoro con un giro di presunte truffe per 890 mila euro venne scoperte dalla guardia di finanza.

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