Home Cronaca Ucciso nel Novarese, parola alla Cassazione per il sospetto killer del Nisseno

Ucciso nel Novarese, parola alla Cassazione per il sospetto killer del Nisseno

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Caltanissetta – Parola alla Cassazione. Così per un delitto che ha avuto per obiettivo un gelese d’origine, così come uno degli imputati.

La vittima è Matteo Mendola, trentatreenne al momento della morte, ucciso nel Torinese per una questione di soldi. Questa, almeno, sarebbe la tesi investigativa.

L’imputato è Antonio Lembo già condannato definitivamente a trent’anni di carcere perché ritenuto uno dei killer entrati in azione. Pena che poi in appello è stato confermato.

È il secondo passaggio in Cassazione, perché una prima volta è stata già annullato il verdetto emesso dalla corte d’Assise d’Appello e gli atti sono stati rimandati indietro per la rideterminazione della pena.

Lo stesso Lembo, successivamente, ha ammesso il suo coinvolgimento tirando pure in ballo il presunto mandante.

In questa veste ha indicato un imprenditore cinquantasettenne originario di Gela, ma trasferitosi a Busto Arsizio, che poi in primo grado è stato assolto. Poi, per lui, l’appello su ricorso della procura. S’è sempre difeso sostenendo di non avere alcun movente per volere l’uccisione dell’altro e, peraltro, in quel periodo si sarebbe pure trovato in Francia. Questa la sua tesi a discolpa.

Secondo il teorema accusatorio avrebbe fornito a Lembo la pistola per ucciderlo. Poi quell’arma sarebbe stata gettata in un canalone. E non è mai stata più ritrovata.

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