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«Ucciso perché maltrattava la compagna», parola alla Corte per i tre alla sbarra

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Caltanissetta – Parola alla Corte. Così nel processo d’appello legato a un omicidio consumato ben oltre un  quarto di secolo addietro.  Con uno scenario definito in primo grado che è giunto in fase avanzata al secondo passaggio in aula.

Alla sbarra, in questo nuovo procedimento, Orazio Rolletto condannato con il rito abbreviato, in primo grado, a dieci anni di carcere e al risarcimento dei danni in favore dei familiari della vittima. E in appello la procura generale ha sollecitato la conferma.

Con lui, sul banco degli imputati, anche Cristoforo Palmieri e Carmelo Curvà che sono stati già assolti e sono tornati in giudizio su appello della procura. E per loro l’accusa ha proposto, come in precdenza, trent’anni per il primo e diciotto per il secondo.

Tutti e tre sono stati tirati in ballo per l’uccisione del gelese Crocifisso Sartania assassinato nel febbraio del lontano 1995. Il suo corpo è stato poi  trovato carbonizzato in campagna.

Secondo gli inquirenti il delitto rappresenterebbe una vendetta, perché la vittima avrebbe maltrattato la sua compagna, sorella di uno degli imputati.

Da qui la presunta spedizione punitiva per eliminare lo stesso Sartania, il cui corpo, dopo l’uccisione, è stato dato alle fiamme.

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