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A 56 anni l’arguta e irriverente mente di Elio Di Salvo non c’è più

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Mussomeli – Ironico,  pungente e irriverente. Mussomeli perde una personalità carismatica, una mente libera. A 56 anni Elio Di Salvo, un male beffardo quasi quanto lui, ha piegato una schiena che è stata per tutta la vita dritta, ha immobilizzato una lingua agile e reattiva. Elio aveva un concetto purissimo della politica e del bene comune, che rasentava quasi l’innocenza puerile. Era stato il primo a credere nel sogno dei cinque stelle, avrebbe potuto cavalcarne l’onda e, con i pentastellati nel firmamento politico,  assicurarsi carriera e quei privilegi che ha contrastato urbi et orbi. E invece  ha preferito  essere un semplice militante tra la sua gente, nel suo amatissimo paese. Diverse volte siamo arrivati allo scontro, non ho sempre condiviso il suo pensiero, però non ho mai discusso la  buonafede, la  coerenza dell’uomo. Era una di quelle rare persone che erano in grade di mettere in pace parola, pensiero e azione. Un laborioso think tank con idee sempre pronte, innovative, all’avanguardia e benefiche. Nel lavoro, ad esempio, con un’attività ultraventennale  ha avuto l’intuizione, probabilmente troppo avveniristica, di puntare anzitempo  su ambiente e risparmio. Impegnatissimo nella vita sociale, fino all’ultimo non si è risparmiato su una missione che professava come una fede: la valorizzazione di Mussomeli. E’ stato un instancabile promotore di quella Mussomeli che amava alla follia, tanto da consacrarsi quasi in toto al progetto case a un euro e al suo pallino di sempre: coltivare e custodire la bellezza del centro manfredonico con gesti di generosità che partissero dai cittadini. In piazza Roma aveva creato un piccolo eden, abbellendo l’agorà mussomelese con fiori e piante. Anche  se indubbiamente è  “Battichié”, manifestazione  rievocativa degli anni qaranta  nel quartiere di San Giovanni, l’evento di cui andava più fiero che lascia in eredità, come ebbe a dirmi telefonicamente pochi mesi addietro,  alla comunità mussomelese con la speranza che entri nel novero delle tradizioni popolari e di grande richiamo turistico. Elio era un talento eclettico, negli anni ?90 si impose come uno dei più valenti chitarristi del nisseno. Però credo che abbia dato il meglio di se stesso negli affetti. A cominciare dall’amatissima moglie Giusy per la quale percorse la rotta inversa da Torino, dove viveva con la famiglia, a Mussomeli dove le figlie Emma ed Ester hanno suggellato  una storia d’amore degna della penna di Jane Austen. Aveva il presagio della fine e mi disse: “l’affetto della famiglia,  la vicinanza dei tantissimi amici mi fanno pensare che la mia vita ha avuto un senso”. Quella moltitudine di persone che oggi non  danno un senso a questo dolorosissimo epilogo che sfocerà nel rito funebre di domani pomeriggio presso la chiesa di San Giovanni.

 

I direttore esprime, a nome suo personale e della redazione, profondo cordoglio alla famiglia Di Salvo, per la scomparsa di Elio, caparbio cultore della valorizzazione turistica e culturale di Mussomeli

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