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A Pian del Lago lavoratori del centro per migranti in mobilitazione

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CALTANISSETTA – I lavoratori del centro per migranti di Pian del Lago sono in mobilitazione. Dopo l’esito negativo dell’incontro all’ufficio del lavoro svoltosi nei giorni scorsi sul mantenimento dei livelli occupazionali e del trattamento finanziario degli operatori, i sindacati dei lavoratori annunciano l’intenzione di continuare la mobilitazione. Si è ritenuto inaccettabile la proposta della capofila Essequadro all’Ufficio del lavoro perché questa conteneva sì la mensilizzazione del compenso a 24 ore settimanali, ma presupponeva la costituzione di una “banca ore” negativa che prevedeva un accantonamento delle ore non lavorate e non, invece, di quelle supplementari. In virtù di questa situazione, i lavoratori sarebbero stati costretti a svolgere un numero, via via, sempre inferiore di ore rispetto a quelle pattuite e pagate, con l’impegno, fra l’altro, di rimanere a disposizione dell’azienda nel caso di mancanza per ferie o malattia di altri lavoratori, senza il riconoscimento di alcuna indennità a compenso della pronta reperibilità. Tale accordo avrebbe portato i lavoratori ad essere dei veri e propri “sudditi” delle aziende ed una vera e propria schiavizzazione della categoria, da ciò la decisione inarrestabile di continuare per la strada della mobilitazione. A Causa dell’esito negativo dell’incontro i rappresentanti di categoria, prima ancora di proclamare lo sciopero, hanno chiesto un tavolo di confronto in Pretura che, essendo rappresentante del governo, ha interesse alla correttezza del lavoro e alla garanzia che tutto si svolga in piena legalità e trasparenza. Il signor, Giuseppe Maurizio Giordano uno dei lavoratori del centro di Pian del Lago, raggiunto telefonicamente dichiara: “Siamo arrivati a questo punto grazie ai decreti sicurezza dei precedenti governanti che hanno tagliato drasticamente il personale che lavora nei centri per migranti in generale con la scusa di colpire le cooperative. A questi signori non cambia niente perché invece di prendere 10 operai, ad esempio, ne prendono cinque a discapito di chi ci lavora e a discapito dei servizi per i migranti, anzi in questo modo si sono avvantaggiate le cooperative. Prendiamo in considerazione la nostra situazione nel centro di Caltanissetta: lavoriamo circa un centinaio di operatori tra figure professionali, legali, assistenti sociali, interpreti ed altri che sono state danneggiate con una riduzione drastica delle ore lavorative e che per evitare di venire licenziate si sono suddivise le ore e si sono accordate affinché non venissero modificati i contratti. Quindi oggi ci sono persone che andranno a fare anche sette ore settimanali pur di non perdere il posto e temporeggiare in attesa delle linee guida che sono già allo studio del governo per noi operatori. Si gioca sulla pelle di noi lavoratori costretti a situazioni di schiavitù pur di non perdere il lavoro. Si è interessato un legale che sta cercando una mediazione per evitare 55 vertenze e siamo esasperati, in tanto, dopo la richiesta di un tavolo di confronto con la Pretura da parte dei nostri sindacati, siamo pronti alla mobilitazione ad oltranza se non arriveremo ad una soluzione che rispetti la nostra dignità”

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