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Acquaviva, omaggio al carabiniere eroe morto in guerra in Russia

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Acquaviva Platani – Omaggio a un carabiniere di Acquaviva morto da eroe in Russia durante la seconda guerra mondiale. Onori a Giuseppe Plado  Mosca, appena 24 anni al momento della sua uccisione.
Le limitazioni imposte dalle misure anti contagio, però, quest’anno hanno costretto gli stessi carabinieri a dovere annullare la tradizionale celebrazione di ogni anno.

Ma il colonnello Baldassare Daidone, comandante provinciale dei carabinieri, ha però voluto esprimere vicinanza da parete sua e dell’Arma inviando una lettera ad un nipote del decorato, Calogero Alaimo, che ogni anno, insieme alle autorità civili e militari, rende omaggio al giovane eroe caduto.

Giuseppe Placido Mosca nel 1939 è partito per il servizio militare di leva ed è stato assegnato al diciannovesimo battaglione di fanteria di Albenga.

Poi, con lo scoppio del secondo grande conflitto, è stato destinato sul fronte jugoslavo e successivamente su quello albanese.

A quel tempo ha presentato istanza per essere arruolato nei carabinieri come militare ausiliario e così è pure rientrato in Italia.

Prima ha frequentato un breve corso alla legione allievi di Palermo, pii è stato destinato alla legione carabinieri di Milano.

In guerra è poi partito per il fronte russo come carabiniere incaricato ad un comando di grande unità e ha preso parte al ripiegamento dal fiume Don al Donez, con truppe della divisione «Torino».

Successivamente, in particolare il 6 febbraio 1951, il Presidente della Repubblica ha conferito a Mosca la massima onorificenza alla memoria.

«Addetto al comando di grande unità impegnata in difficile ed aspro combattimento, si distingueva per cosciente coraggio. Accerchiate le truppe della Divisione e sottoposto a micidiale fuoco di armi automatiche e di artiglieria, confermava il suo valore partecipando reiteratamente a disperati contrattacchi. Benché estenuato dalle privazioni e dal gelo, in un ultimo disperato sprazzo di energia, per primo seguiva un soldato che, a cavallo e agitando il tricolore, cercava l’avversario. Trascinati dal loro magnifico eroismo, centinaia di uomini, benché stremati di forze, in un travolgente assalto all’arma bianca, riuscivano a spezzare il cerchio di ferro e fuoco che li stringeva. Nel raggiungere la posizione avversaria, cadeva colpito da una raffica di mitragliatrice, ma il suo cosciente eroismo consentiva alle stremate truppe della divisione di aprirsi un varco.”

Vallata di Arbusow, in Russia, il  22 dicembre 1942», questa la motivazione dell’onorificenza.

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