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Agguati di Cosa nostra, carcere a vita per i Cammarata e annullato un ergastolo

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Riesi – Se per il clan Cammarata tutto resta immutato, per un presunto partecipe no. Sì, perché dal «fine pena mai» rimediato in primo grado ora, in appello, toccando il cielo con un dito, ha incassato l’assoluzione.

Gioia infinita per il riesino Franco Bellia (assistito dagli avvocati Carmelo Terranova, Davide Anzalone e Giada Faraci) che la corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta, adesso, ha giudicato non colpevole. Sovvertendo il verdetto emesso in primo grado dall’Assise che, nel giugno di due anni fa, lo ha condannato alla massima pena per il delitto di Michele Fantauzza, accusato di avere partecipato al sequestro della vittima.

Confermato, invece, il carcere a vita per il capomafia riesino Pino Cammarata, il fratello, Francesco Cammarata, il loro cugino, Gaetano Cammarata e il capomafia di Mazzarino, Salvatore Siciliano.

Invariate anche le pene inflitte al terzo dei fratelli Cammarata, Vincenzo, con 18 anni di carcere e 16 sono gli anni per Giovanni Tararà. I cinque – difesi dagli avvocati Vincenzo Vitello, Maria Teresa Pintus, Sara Luiu ed Eugenio Rogliani – si sono visti confermare le pene inflitte loro in primo grado, così come chiesto dal sostituto pg Gaetano Bono.

Sono tutti finiti al centro dell’inchiesta dei carabinieri «De reditu» per una catena di agguati. Quelli consumati ai danni di Angelo Lauria, Gaetano Carmelo Pirrello, Pino Ferraro, Michele Fantauzza, Andrea Pirrello e le azioni andate a vuoto nei confronti di Tullio Lanza, Salvatore Pasqualino e Salvatore Pirrello. Missioni che sono state messe a segno a Riesi tra il 1992 e il 1998.

I loro familiari  – assistiti dagli avvocati Walter Tesauro, Maria Giambra, Boris Pastorello, Giovanni Vetri, Paolo Testa, Antonio Gagliano e Vincenzo Salerno – sono stati parti civili, come il Comune di Riesi (assistito dall’avvocatessa Annalisa Petitto) e già nel primo passaggio in aula sono stati riconosciuti loro risarcimenti e provvisionali.

È nel luglio del 2018 che è scattato il blitz dei carabinieri con venticinque misure cautelari, alcune delle quali per mafia e omicidi, la maggior parte sempre per  mafia e, poi, estorsione , droga e armi.

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