Home Cronaca «Agguato per affari di droga», in quattro alla sbarra

«Agguato per affari di droga», in quattro alla sbarra

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San Cataldo – Alla sbarra per rispondere di un omicidio. V’è chi è tirato in ballo come sicario, chi avrebbe attirato la vittima in trappola e chi come fiancheggiatore.

Ognuno dei quattro avrebbe rivestito un ruolo ben preciso nell’uccisione del trentottenne di Riesi, Salvatore Fiandaca.

Sotto accusa sono stati chiamati adesso il trentenne Michael Stephen Castorina, il trentaseienne Gaetano Di Martino, trentaduenne Pino Bartoli e il ventunenne Giuseppe Antonio Santino.

I quattro – difesi dagli avvocati Vincenzo Vitello, Giovanni Maggio, Michele Ambra, Angelo Asaro e Ivan Trupia – sono accusati di porto d’arma e ricettazione della stessa.

L’agguato in questione s’è consumato il pomeriggio del 13 febbraio 2018, in contrada Spampinato, nelle campagne di Riesi.

Lì la vittima designata è stata freddata a colpi di fucile. E colui che avrebbe procurato l’arma del delitto, pure lui di Riesi, sarà processato a parte.

È per questioni di droga che sarebbe scattata l’imboscata. Questo, almeno, è quanto hanno ritenuto carabinieri e magistrati nel dare una chiave di lettura alla missione di morte.

È in quegli ambienti – secondo l’impianto accusatorio, che sarebbe maturata l’idea di uccidere Fiandaca. E non sarebbe stata un’azione d’impeto quanto, piuttosto, frutto della pianificazione.

Moglie, fratelli e sorella della vittima – assistiti dagli avvocato Giovanni Pace e Walter Tesauro – si sono costituiti parti civili.

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