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Arrestato per avere adescato una bimba torinese in chat, ragazzo di Delia ammette

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Delia – Lui, il sospetto giovane pedofilo di Delia, non ha nascosto le sue responsabilità. Ammettendo, ma non tutto, delle contestazioni che gli sono state mosse dalla procura di Torino che, nei suoi confronti e di un trentasettenne del Vicentino, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare per le ipotesi di violenza sessuale su minore, pornografia minorile aggravata e detenzione ingente di materiale pedopornografico..

Ora il ventisettenne di Delia – assistito dall’avvocato Diego Giarratana – sentito per videoconferenza dal gip del tribunale di Torino, Agostino Pasquariello, ha ammesso di avere avuto contatti con una bambina torinese di nove anni, che sarebbe caduta nella trappola insieme al fratellino di sei anni. Ma sarebbe stato un caso isolato. Il solo di cui si sarebbe macchiato. Il suo, con il gip, durante l’interrogatorio di garanzia è stato un atteggiamento collaborativo.

Allo stesso giudice ha poi spiegato che dopo avere subito nel dicembre scorso la perquisizione e il sequestro di pc e telefonino per via di materiale pedopornografico scovato dai militari, ha subito intrapreso un percorso di recupero mentale con il sostegno di psicologo e psichiatra. La difesa ha poi chiesto l’affievolimento della misura cautelare con la concessione degli arresti domiciliari.

La bimba sarebbe stata agganciata attraverso una chat di videogiochi e poi il contatto diretto tra loro sarebbe passato per i social di messaggistica,  WhatsApp e Telegram in particolare.

I sospetti pedofili avrebbero conquistato la fiducia della bimba fino poi a convincerla a spedire loro immagini intime di lei e del fratellino.

La vicenda è venuta a galla nel settembre di un anno fa, quando la madre dei due piccoli ha scoperto la chat di sua figlia e s’è subito presentata ai carabinieri per denunciare.

Quello è stato l’input all’avvio di un’inchiesta che poi s’è sviluppata in tutta Italia facendo scattare una dozzina di perquisizioni e sequestri in varie parti del Paese.

Ma i provvedimenti cautelari, eseguiti dai carabinieri, sono scattati soltanto per il ragazzo di Delia e l’altro indagato del veneto.

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